Archivi della categoria: news

COLLE DI VAL D’ELSA, DOMANI L’INCONTRO INTERDIOCESANO PER GLI AFFARI ECONOMICI

Domani, sabato 21 febbraio 2026,  dalle ore 9, presso il cinema-teatro “S. Agostino ” a Colle di Val D’Elsa, si terrà l’incontro inter-diocesano per gli Affari Economici rivolto ai Sacerdoti, ai Diaconi e ai membri dei Consigli Parrocchiali dell’arcidiocesi di Siena- Colle di Val D’Elsa-Montalcino e di Montepulciano-Chiusi-Pienza.

“Come più volte evidenziato dal nostro Arcivescovo, Card. Augusto Paolo Lojudice, – spiega Mons. Roberto Malpelo – la dimensione amministrativa dei beni delle nostre realtà ecclesiali è intimamente connessa all’azione pastorale”.

“Questo incontro – aggiunge Malpelo – è in pieno spirito di comunione e di servizio ed è pensato come occasione di condivisione e di aggiornamento in ambito amministrativo”.

 

 

 

SINALUNGA: ALLA MADONNA DEL RIFUGIO “DALLA CROCE ALLA LUCE”, IL CICLO DI CATECHESI CHE COINVOLGE TANTI FEDELI

“Quando nella vita sembra andare tutto bene e all’improvviso si fa buio, cosa facciamo? Possiamo cedere alle tenebre… oppure incontrare Dio proprio in quel buio.
Ci sono oscurità che non durano un attimo. Gesù non si rassegna: grida al Padre. E noi?”

E’ uno dei passaggi della catechesi di Don Francesco Bono, parroco di Castel del Piano (PG) che si è tenuta – presso il Santuario Madonna del Rifugio a Sinalunga (SI) -in occasione del quarto appuntamento di “Dalla Croce alla luce”, il ciclo di otto catechesi dedicato alle sette parole di Cristo sulla Croce e di Maria sotto la Croce. L’iniziativa, che proseguirà fino a maggio 2026, è un percorso di preparazione alla predicazione delle “10 Parole di vita”.

“Spesso – ha proseguito Don Bono – ci sentiamo abbandonati, chiediamo “perché?”, cerchiamo un colpevole e restiamo soli nella disperazione. Ma il luogo del tuo “perché” è il luogo dove Dio ti prende in braccio. È lì che il Padre può trasformare il buio in luce. È un atto di figliolanza: o affondi nel buio, oppure ti affidi a Lui. Allora: l’abbandono diventa consegna, il “perché?” diventa “verso cosa?”, la solitudine diventa intimità.”
“Sotto la croce – ha aggiunto –  abbiamo consegnato il nostro buio al Padre, davanti al Santissimo Sacramento, ricevendo una piccola luce da custodire nel cuore”

 

 

 

 

PAPA LEONE XIV CONFERMA IL CARD. LOJUDICE MEMBRO DEL DICASTERO PER I VESCOVI

Sua Santità Leone XIV ha nominato Membro del Dicastero per i Vescovi la Reverenda Suora Simona Brambilla, M.C., Prefetto del Dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.

Inoltre, il Santo Padre ha confermato Membri della menzionata Istituzione curiale gli Eminentissimi Cardinali: Pietro Parolin, Segretario di Stato; Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani; João Braz de Aviz, Prefetto emerito del Dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica; Sérgio da Rocha, Arcivescovo Metropolita di São Salvador da Bahia (Brasile); Blase Joseph Cupich, Arcivescovo Metropolita di Chicago (Stati Uniti d’America); Joseph William Tobin, C.SS.R., Arcivescovo Metropolita di Newark (Stati Uniti d’America); Juan José Omella Omella, Arcivescovo Metropolita di Barcelona (Spagna); Anders Arborelius, O.C.D., Vescovo di Stockholm (Svezia); Jose F. Advincula, Arcivescovo Metropolita di Manila (Filippine); Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo Metropolita di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza (Italia); Jean-Marc Aveline, Arcivescovo Metropolita di Marseille (Francia); Oscar Cantoni, Vescovo di Como (Italia); Grzegorz Ryś, Arcivescovo Metropolita di Kraków (Polonia); José Cobo Cano, Arcivescovo Metropolita di Madrid (Spagna); José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione; Mario Grech, Segretario Generale della Segreteria Generale del Sinodo; Arthur Roche, Prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; Lazzaro You Heung-sik, Prefetto del Dicastero per il Clero; Claudio Gugerotti, Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali; Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede; Paul Emil Tscherrig, Nunzio Apostolico; Rolandas Makrickas, Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore; gli Eccellentissimi Monsignori: Dražen Kutleša, Arcivescovo Metropolita di Zagreb (Croazia); Jorge Ignacio García Cuerva, Arcivescovo Metropolita di Buenos Aires (Argentina); Felix Genn, Vescovo emerito di Münster (Germania); Paul Desmond Tighe, Segretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione; José Antonio Satué Huerto, Vescovo di Málaga (Spagna); il Reverendissimo Padre Donato Ogliari, O.S.B., Abate del Monastero di San Paolo fuori le Mura; la Reverenda Suora Raffaella Petrini, F.S.E., Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano; la Gentile Signora María Lía Zervino, già Presidente della World Union of Catholic Women’s Organisations.

DOMANI LA SANTA MESSA DEL CARD. LOJUDICE A NOTTOLA PER LA XXXIV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

Domani, mercoledì 11 febbraio 2026, in occasione della XXXIV Giornata Mondiale del Malato, il card. Augusto Paolo Lojudice, vescovo di Montepulciano- Chiusi -Pienza presidierà la Santa Messa nella cappella dell’Ospedale di Nottola. Concelebrerà il cappellano dell’ospedale, don Riccardo Personè.

Al termine della celebrazione ci saranno le testimonianza della moglie e del postulatore del venerabile Vittorio Trancanelli, medico che visse santamente.

 

QUI IL TESTO DEL MESSAGGIO DI PAPA LEONE XIV IN OCCASIONE DELLA XXXIV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO:

MESSAGGIO PAPA XXXIV GDM

 

 

 

RADICOFANI, OGGI LA FESTA DI S. AGATA. UN LEGAME PROFONDO CON LA COMUNITÀ

Oggi Radicofani festeggia, come ogni anno, la patrona sant’Agata. Al mattino alle ore 11  verrà celebrata la Santa Messa presieduta dal Card. Lojudice, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza e, a seguire, la banda musicale di Radicofani accompagnerà per le vie del borgo la grande processione, durante la quale le associazioni religiose onoreranno la statua della santa, portata in spalla dai confratelli dell’antica Congregazione. Nel pomeriggio, i festeggiamenti si concludono con il canto dei vespri ed il bacio della reliquia. Il legame che unisce gli abitanti di Radicofani a sant’Agata è viscerale: per gli abitanti è come una sorella maggiore.

Eppure il legame tra Radicofani e la sua patrona non è antichissimo. Il culto di sant’Agata nasce intorno alla prima metà del 1700, in seguito ai numerosi e distruttivi terremoti che avevano colpito la comunità di Radicofani e avevano portato i suoi abitanti alla povertà e alla disperazione. Così il 16 agosto 1727, un piccolo gruppo di coraggiosi compaesani decisero di partire a piedi alla volta di Catania, con lo scopo di implorare l’arcivescovo di quella città di concedergli una reliquia della santa. Ottenuto un piccolo frammento osseo, durante il viaggio di ritorno fecero sosta a Roma dal papa. Arrivarono a Radicofani ai primi di novembre e furono accolti dal resto della popolazione con una cerimonia solenne, proclamando, in questo modo, Sant’Agata patrona principale del paese.

Ancora oggi un canto ricorda questo avvenimento, che nella seconda strofa recita: <Nostri padri da Catania, ti portarono in processione, genuflessi riverenti e con somma devozione>. Lo stesso anno, fu fondata una centuria, che popolarmente viene chiamata Congregazione di Sant’Agata. Nel 1792 venne soppresso il convento dei Frati minori conventuali e l’anno seguente, il vescovo Pannilini consegnò la Chiesa francescana di san Lorenzo alla congregazione di sant’Agata. I confratelli ristrutturano la chiesa e la dedicarono alla martire catanese. Ancora oggi la chiesa di sant’Agata è di proprietà della congregazione, la quale si occupa di preparare, oltre alla festa della santa e le normali festività liturgiche, anche numerose pratiche pie, in particolar modo durante la settimana santa. Agata (dal greco, <buona virtuosa e nobile di spirito>) nacque a Catania tra il 230 e il 235 D.C. Morì, in seguito a un martirio il 5 febbraio del 251 D. C., di fronte a una folla commossa. Il suo corpo si conserva ancora a Catania.

 

MONTEPULCIANO, OGGI LA FESTA DI S. BIAGIO. L’ARTICOLO DI DON ZAFARANA SULL’ARALDO POLIZIANO

Oggi la comunità di Montepulciano celebra la solennità di san Biagio, vescovo e martire, a cui è dedicata anche una delle cinque parrocchie nonché la chiesa – soprannominata «tempio» – che è l’emblema del rinascimento architettonico a livello universale. Una festa attesa in parrocchia come anche tra i ragazzi della catechesi per via dell’incontro col proprio vescovo e della distribuzione del pane benedetto, unica volta all’anno che accade a Montepulciano. Saranno due le celebrazioni previste – una al mattino e una alla sera, col cardinale appunto – al termine delle quali verrà distribuito il pane fatto preparare per l’occorrenza e benedetta la gola.

Chi era san Biagio?
Poco sappiamo di san Biagio e men che meno del come sia «approdato» a Montepulciano, visto che una delle chiese gli è stata pure dedicata. Si sa che fu medico e vescovo di Sebaste in Armenia – la prima tra le nazioni cristiane, ricordata di recente anche da Papa Leone XIV – e che il suo martirio è avvenuto durante le persecuzioni dei cristiani, intorno al 316, nel corso dei contrasti tra gli imperatori Costantino (Occidente) e Licino (Oriente). Catturato dai Romani fu picchiato e scorticato vivo con dei pettini di ferro, quelli che venivano usati per cardare la lana, ed infine decapitato per aver rifiutato di abiurare la propria fede in Cristo. Si tratta di un santo conosciuto e venerato tanto in Occidente, quanto in Oriente. Il suo culto è molto diffuso sia nella Chiesa Cattolica che in quella Ortodossa. Nella sua città natale, dove svolse il suo ministero vescovile, si narra che operò numerosi miracoli, tra gli altri si ricorda quello per cui è conosciuto, ossia, la guarigione, avvenuta durante il periodo della sua prigionia, di un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea. Tutt’oggi, infatti, il santo lo si invoca per il mal di gola. E non sono poche le persone che, al termine della celebrazione domenicale nel «tempio» sangallesco, chiedono puntualmente la benedizione della gola.

Le sue reliquie e la data
Le reliquie di San Biagio sono custodite nella basilica di Maratea, città di cui è santo protettore: vi arrivarono nel 723 all’interno di un’urna marmorea con un carico che da Sebaste doveva giungere a Roma, viaggio poi interrotto a Maratea, unica città della Basilicata che si affaccia sul Mar Tirreno, a causa di una bufera. Si racconta che le pareti della basilica, e più avanti anche la statua a lui eretta nel 1963 in cima alla basilica, stillarono una specie di liquido giallastro che i fedeli raccolsero e usarono per curare i malati. Papa Pio IV nel 1563, allora vescovo, riconobbe tale liquido come «manna celeste». Non a caso a Maratea il santo assume una valenza particolare e viene festeggiato per ben due volte l’anno; il 3 febbraio, come di consueto, e il giorno dell’anniversario della traslazione delle reliquie, dove i festeggiamenti durano 8 giorni, dal primo sabato di maggio fino alla seconda domenica del mese. A Orbetello (nella concattedrale), nei pressi di Grosseto, si conservava la reliquia della testa del santo ma a causa di un furto sacrilego – quasi venti anni fa – venne sottratta alla venerazione della gente e da allora la preziosa reliquia non è stata più ritrovata.

Un riferimento per l’oggi
Ma cosa insegna alla comunità di Montepulciano e a tutta quanta la nostra Chiesa diocesana la vita di san Biagio, testimone intrepido del messaggio cristiano? Certamente la bellezza di una donazione totale e completa nei confronti della gente – era la «sua» gente – che appartiene a Cristo. San Biagio, in un tempo assai complesso come quello dell’impero di Costantino e di Licinio, non si è sottratto al compito che gli veniva richiesto; ha – al contrario – perseverato fino alla fine, subendo il martirio come tutte le più grandi figure dei primi quattro secoli dell’era cristiana. Mentre un’indifferenza dilagante va contagiando il mondo odierno, la sua testimonianza, la sua vita, la sua opera, è pienezza di quel messaggio che trascende il tempo e lo spazio per proiettarsi nel Cielo. San Biagio – e di questo la comunità di Montepulciano ne è pienamente convinta – non si festeggia con giochi pirotecnici e nemmeno con lauti banchetti che stridono col messaggio propriamente evangelico, ma con una degna e umile condotta di vita che ne imiti appieno la sua saggezza e fermezza. San Biagio così, pur appartenendo ai primordi del cristianesimo, si rivela testimone utile e prezioso – mai banale e nemmeno scontato – per il mondo odierno, per Montepulciano in particolar modo. La comunità poliziana è profondamente grata al Signore per aver donato in San Biagio un mirabile «compagno di viaggio» che da molti secoli accompagna il quotidiano di questa gente che vive tra Valdichiana e Val d’Orcia. Un quotidiano fatto di alti e bassi – come è la vita, in fondo – ma sempre orientata alla ricerca dell’essenziale, di ciò che rende davvero la vita umana. Le porte della chiesa voluta da Antonio da Sangallo il Vecchio, su incarico di un pontefice fiorentino, si apriranno ancora una volta martedì prossimo per accogliere e raccogliere la testimonianza feriale di chi, ancora, crede in un nuovo umanesimo. L’umanesimo del terzo millennio che, inevitabilmente, trova in Cristo sorgente e pienezza.

Don Domenico Zafarana

 

OGGI È LA 30 GIORNATA MONDIALE DELLA VITA CONSACRATA. LA LETTERA DEL CARD. LOJUDICE AI CONSACRATI E ALLE CONSACRATE

Qui di seguito il testo della lettera scritta dal Card. Augusto Paolo Lojudice, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza e arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino: 

 

Oggi, 2 febbraio 2026, festa della Presentazione del Signore al tempio, si celebra la  30^ Giornata mondiale della Vita consacrata in contemporanea con la 48° Giornata per la Vita. Come sapete fu san Giovanni Paolo II nel 1997 a volere una giornata intera a voi dedicata per richiamare l’attenzione del popolo di Dio alla bellezza di una vita alla sequela di Cristo casto, povero e obbediente: non possiamo oggi in particolare non pregare anche per le vocazioni nella nostra Diocesi. Le nostre due “Chiese sorelle” di Siena e di Montepulciano, come vi ho più volte ricordato, hanno una tradizione vastissima a questo proposito. Senza i vari istituti maschili e femminili la storia e l’identità delle due Diocesi sarebbero state molto diverse, tanto è stata arricchita lungo i secoli dalle diverse spiritualità e dalle numerose opere portate avanti da persone consacrate.

I doni della Grazia di Dio sono veramente innumerevoli. Abbiamo appena concluso il giubileo ordinario della chiesa universale 2025, e si è aperto l’Anno speciale in occasione dell’ottavo centenario della morte di S.Francesco, che durerà fino al 10 gennaio 2027. “Questo Anno speciale sproni tutti noi, ciascuno secondo le proprie possibilità, ad imitare il poverello, a formarci per quanto possibile sul modello di Cristo, a non vanificare i propositi dell’Anno Santo appena trascorso”. Uno speciale Anno di San Francesco in cui “ogni fedele cristiano sull’esempio del Santo di Assisi si faccia egli stesso modello di santità di vita e testimone costante di pace. Nelle nostre Diocesi abbiamo costituito un piccolo comitato formato dai fratelli francescani, religiosi e laici e alcuni sacerdoti diocesani, per promuovere e coordinare le iniziative che realizzeremo. Non è a caso che oggi, 2 febbraio, la celebrazione la viviamo nella parrocchia cosiddetta dell’Alberino, dove nel 1212, i francescani si insediarono in un piccolo eremo a Ravacciano, prima di spostarsi alla Basilica di San Francesco. La tradizione narra che San Francesco vi piantò il suo bastone, trasformandolo in un leccio che rimase vivo per secoli. Il nome “Alberino” deriva proprio da questo albero, oggetto di venerazione.

Come ogni anno il Dicastero per la vita religiosa vi ha scritto una lettera in cui desidera “…raggiungervi idealmente in ogni parte del mondo, nei luoghi della vostra vita e della vostra missione, per esprimere riconoscenza per la fedeltà al Vangelo e per il dono di una vita che si fa seme sparso nelle pieghe della storia. Una vita talvolta segnata dalla prova, ma sempre vissuta come segno di speranza…” Nel vostro “…restare come seme che accetta di morire perché la vita fiorisca, in forme diverse e complementari, si esprime la profezia di tutta la vita consacrata. La vita apostolica rende visibile una prossimità operosa che sostiene la dignità ferita; la vita contemplativa custodisce, nell’intercessione e nella fedeltà, la speranza quando la fede è provata…gli Istituti secolari testimoniano il Vangelo come lievito discreto nelle realtà sociali e professionali; l’Ordo virginum manifesta la forza della gratuità e della fedeltà che apre al futuro; la vita eremitica richiama il primato di Dio e l’essenziale che disarma il cuore. Nella diversità delle forme, una sola profezia prende corpo: restare con amore, senza abbandonare, senza tacere, facendo della propria vita la Parola per questo tempo e per questa storia…

Siate sempre uniti strettamente alla chiesa Diocesana e in particolare ai suoi sacerdoti: so quanto, in particolare voi consacrate, siete vicine ai sacerdoti diocesani: dobbiamo essere, costantemente, quell’unico corpo a servizio di Gesù e del suo Vangelo, che vive, opera e cammina insieme sulle strade del mondo, dei nostri territori, delle nostre comunità, dei nostri anche più piccoli paesi.  “…C’è un bisogno profondo di speranza e di pace che abita il cuore di ogni uomo e donna del nostro tempo e voi, consacrate e consacrati, volete farvene portatori e testimoni con la vostra vita, come divulgatori di concordia attraverso la parola e l’esempio, e prima ancora come persone che portano in sé, per grazia di Dio, l’impronta della riconciliazione e dell’unità. Solo così potrete essere, nei vari ambienti in cui vivete e operate, costruttori di ponti e diffusori di una cultura dell’incontro (cfr Francesco, Lett. enc. Fratelli tutti, 215), nel dialogo, nella conoscenza reciproca, nel rispetto per le differenze, con quella fede che vi fa riconoscere in ogni essere umano un solo volto sacro e meraviglioso: quello di Cristo…” (Papa Leone al Giubileo della vita consacrata).

Lo stile dei consacrati nel mondo è quello di chi non possiede il suo prossimo, perché il suo cuore è pieno dell’amore di Dio. Ricca di questo amore la benevolenza che hanno ricevuto da Dio diventa segno limpido e pratica verso il prossimo. In effetti la verginità è vocazione all’amore: rende il cuore più libero di amare Dio. Libero dai doveri dell’amore coniugale, il cuore vergine può sentirsi, pertanto, più disponibile all’amore gratuito dei fratelli. Così, con la vostra vita, voi potrete essere stelle che orientano il cammino del mondo.

La scelta della vita verginale, oggi in un mondo ‘pan sessualizzato’, assolutamente contro tendenza, infatti, è un richiamo alla transitorietà delle realtà terrestri e anticipazione dei beni futuri. Siate testimoni dell’attesa vigilante e operosa, della gioia, della pace che è propria di chi si abbandona all’amore di Dio. Siate presenti in tutte le realtà in cui operate e tuttavia pellegrini verso il Regno. Affidiamo ciascuno e ciascuna di voi al Signore, perché vi renda saldi nella speranza e miti nel cuore, capaci di restare, di consolare, di ricominciare: e così di essere, nella Chiesa e nel mondo, profezia della presenza e seme di pace.

Il Vostro Arcivescovo, Augusto Paolo

Qui il link:

letttera religiosi 2.2.2026 (1)

IL 4/2 L’INCONTRO ON-LINE DEDICATO AI CATECHISTI DIOCESANI SUL TEMA “GESU’ CRISTO, FIGLIO DI DIO, SALVATORE”.

Mercoledì prossimo, 4 febbraio 2020, dalle ore 21,15 alle ore 22, si terrà on-line l’incontro dedicato ai catechisti della diocesi.

Tema dell’incontro sarà “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore”. Interverranno Don Domenico Zafarana e Don Manlio Soddi.

L’iniziativa è rivolta principalmente ai catechisti.

Il link per il collegamento è pubblicato nella locandina allegata.

 

 

SIENA: IL 2/2 ALL’ALBERINO LA SANTA MESSA PRESIEDUTA DAL CARD. LOJUDICE PER LA XX GIORNATA MONDIALE DELLA VITA CONSACRATA

Lunedì 2 febbraio 2026, festa della Presentazione del Signore, alle ore 18, il card. Augusto Paolo Lojudice,  Arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino e Vescovo di Montepulciano- Chiusi-Pienza presiederà la Celebrazione Eucaristica presso la parrocchia S. Francesco all’Alberino ( Siena) in occasione della XXX Giornata mondiale della Vita Consacrata.

Qui di seguito il programma.

MONTEPULCIANO, DOMENICA IL PRIMO APPUNTAMENTO DEL “PROGETTO CITTADINANZA 3.0” CON ROSY BINDI RICORDANDO VITTORIO BACHELET

Domenica prossima, 1 febbraio 2026, presso la Canonica di San Biagio a Montepulciano, si terrà il primo incontro del “Progetto Cittadinanza 3.0” fortemente voluto dall’Azione Cattolica della diocesi, dall’ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro e dalle Parrocchie di Montepulciano.
Il primo incontro tratterà il tema “Curare la partecipazione” e vedrà come protagonista del dibattito il compianto prof. Vittorio Bachelet, esempio di cristiano e di uomo impegnato nel sociale, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, assassinato dalle Brigate Rosse nel febbraio 1980.
A rendere omaggio alla figura di Bachelet sarà proprio Rosy Bindi, che è stata la sua assistente.
L’appuntamento inizierà alle ore 16.30 e vedrà anche la presenza del cardinale Augusto Paolo Lojudice, che porterà il suo saluto iniziale.

SINALUNGA, SABATO L’INAUGURAZIONE DEI LAVORI DELL’ORATORIO DI S. PIETRO AD MENSULAS

Sabato prossimo, 31 gennaio 2026,  si terrà la cerimonia d’inaugurazione dei lavori di ristrutturazione dell’oratorio della parrocchia San Pietro ad Mensulas alla Pieve di Sinalunga. Il programma prevede alle ore 17,30 la Santa Messa presieduta dal vicario generale, Don Antonio Canestri, alle ore 18,30 l’inaugurazione dei lavori dell’oratorio.

Saranno presenti, tra gli altri, il sindaco di Sinalunga, Edo Zacchei, il vicario foraneo, Don Gianpaolo Riccardi e un rappresentate della Regione Toscana.

 

“AMATI PER AMARE” L’ITINERARIO RIVOLTO AI GOVANI PER RISCOPRIRE LA FEDE A SIENA E SINALUNGA

Si chiama “Amati per Amare” l’iniziativa promossa dal centro diocesano vocazioni delle diocesi di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino e Montepulciano-Chiusi- Pienza per i giovani dai 18 ai 35 anni.
Due gli appuntamenti:
dal 13 al 15 marzo 2026 presso la casa San Girolamo a Siena e dall‘8 al 10 maggio 2026 presso il santuario Madonna del Rifugio a Sinalunga.

 

“Vi invitiamo – spiegano gli organizzatori – ad un itinerario sull’amore rivolto ai giovani, per riscoprire, alla luce della fede, di essere amati profondamente da Dio e chiamati ad amare in modo autentico. Due fine settimana di ascolto, confronto, preghiera e condivisione per crescere nell’affettività, nelle relazioni e nella consapevolezza che l’amore è il centro della nostra vita”.

 

Info e  iscrizioni: cell. 329/7478979
Mail: amatiperamare.si@gmail.com

 

 

 

SIENA, IL 6/2 L’INCONTRO SU “J.H. NEWMAN, DOTTORE DELLA CHIESA”

Venerdì 6 febbraio 2026, alle ore 18,30, presso la chiesa della SS. Annunziata a Siena, si terrà l’incontro su “J.H. Newman, Dottore della Chiesa” promosso dai Servizi per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso dell’Arcidiocesi di Siena- Colle di Val D’Elsa- Montalcino e della diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza. Interverranno:
Il Card. Augusto Paolo Lojudice, Anthony Ball, direttore del centro anglicano di Roma e Mons. Flavio Pace, Segretario del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Coordina il diacono Renato Rossi.
“L’11 novembre 2025 in piazza San Pietro, papa Leone XIV – spiegano gli organizzatori di questo evento – ha proclamato il cardinale J.H. Newman Dottore della Chiesa. L’evento non poteva passare inosservato nelle nostre diocesi, tenuto conto del legame con la Comunione Anglicana che risale al gennaio 1978 quando il rappresentante dell’arcivescovo di Canterbury presso papa Paolo VI, rev. R.H. Smythe venne a Siena per una celebrazione ecumenica in Cattedrale durante la Settimana di Preghiera per l’Unità dei cristiani”.
“Fu invitato successivamente dall’arcivescovo Castellano -ò aggiungono –  a tenere una conversazione in cattedrale il 18 novembre, in occasione degli 800 anni della dedicazione. Il suo legame con la diocesi (per il tramite di don Mori allora incaricato per l’Ecumenismo) continuò fin quando, allo scadere del suo mandato, decise di fare un pellegrinaggio a piedi dalla cattedra di San Pietro alla cattedra di Sant’Agostino a Canterbury, offrendolo per l’Unità dei cristiani. In quell’occasione fece anche varie soste nella diocesi di Montepulciano (vedi via Francigena)”.

 

 

 

ANNO GIUBILARE DI SAN FRANCESCO, INDIVIDUATI NELLE DIOCESI DI SIENA E MONTEPULCIANO 14 LUOGHI FRANCESCANI DOVE SI POTRÀ OTTENERE L’INDULGENZA PLENARIA

Ha preso il via il 10 gennaio 2026 scorso l’Anno speciale in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi che si concluderà il 10 gennaio 2027. Un anno speciale in cui “ogni fedele cristiano sull’esempio del Santo di Assisi si faccia egli stesso modello di santità di vita e testimone costante di pace”. Lo ha annunciato un Decreto della Penitenzieria Apostolica in cui si spiega che verrà concessa l’Indulgenza plenaria “alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), applicabile anche in forma di suffragio per le anime del Purgatorio”.
Nel decreto si legge che “questo Anno giubilare è rivolto in modo particolare ai membri delle Famiglie Francescane del Primo, Secondo e Terzo Ordine Regolare e Secolare, così come agli Istituti di vita consacrata, alle Società di vita apostolica e alle Associazioni che osservano la Regola di San Francesco o si ispirano alla sua spiritualità. Tuttavia, la grazia di questo anno speciale si estende anche a tutti i fedeli, senza distinzione, che, con l’animo distaccato dal peccato, visiteranno in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa conventuale francescana o luogo di culto dedicato a San Francesco in qualunque parte del mondo. Gli anziani, i malati e quanti, per gravi motivi, non possono uscire di casa, potranno ugualmente ottenere l’indulgenza plenaria unendosi spiritualmente alle celebrazioni giubilari e offrendo a Dio le loro preghiere, i loro dolori e le loro sofferenze”.
Individuati – nelle due diocesi affidate al Card. Augusto Paolo Lojudice – 14 luoghi francescani dove si potrà ottenere l’indulgenza plenaria.
Nell’arcidiocesi di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino sono: SIENA: Parrocchia di San Bernardino all’Osservanza, Basilica di San Francesco, Santuario di San Francesco all’Alberino e il Convento di Santa Maria Immacolata a Poggio al Vento – ex Cappuccini; POGGIBONSI: Basilica di San Lucchese e ARCIDOSSO: Convento di San Francesco – ex Cappuccini.
Nella diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza: SARTEANO: celle di San Francesco e chiesa di San Francesco; CETONA: grotta di San Francesco e chiesa e convento di San Francesco; PIENZA: Chiesa di San Francesco; CHIUSI: chiesa di san Francesco; MONTEPULCIANO: Eremo della Maddalena; SINALUNGA: santuario della Madonna del Rifugio.
Sui siti diocesani di Siena e Montepulciano sono state realizzate due sezioni apposite ai link (https://www.arcidiocesi.siena.it/anno-giubilare-francescano/) e (https://www.montepulcianochiusipienza.it/anno-giubilare…/) dove si potranno trovare tutte le notizie relative a questo anno speciale, i luoghi francescani diocesani dove lucrare le indulgenze e tutti gli eventi previsti in diocesi.

TORRITA DI SIENA , IL 26/1 AL VIA IL TRIDUO PER LA FESTA DI S. COSTANZO. IL 29/1 LA CELEBRAZIONE CON IL CARD. LOJUDICE

Prenderà il via il prossimo 26 gennaio 2026 il triduo di preparazione alla festa di San Costanzo patrono di Torrita i Siena, che verrà predicato da Padre Piergavino Piras, ofm vie rettore del santuario di S. Margherita a Cortona. Sul manifesto il programma delle catechesi.

Giovedì 29 gennaio 2026, solennità di San Costanzo, il card. Augusto Paolo Lojudice presidierà la Santa Messa alle ore 18 preso la chiesa della Madonna della Pace.

Sul  prossimo Araldo Poliziano l’articolo su questa importante ricorrenza.

 

 

 

OGGI LA “CRAZYGITA”, I GIOVANI IN PELLEGRINAGGIO AD ASSISI A 800 ANNI DALLA MORTE DI S. FRANCESCO

E’ in corso  oggi  la Crazygita, il pellegrinaggio diocesano pensato per i ragazzi tra i 12 e i 15 anni. In occasione degli ottocento anni dalla morte di S. Francesco torneremo ad Assisi.

Alle ore 11 nella basilica Superiore è stata celebrata la Santa Messa presieduta dal Card. Augusto Paolo Lojudice.

Nel pomeriggio il trasferimento a Santa Maria degli Angeli, con la visita della Basilica e l’incontro con le testimonianze dei giovani.

“Per i nostri ragazzi – raccontano dallo  staff della Pastorale Catechistica e Giovanile – è  una giornata alla scoperta del Poverello di Assisi attraverso attività di gruppo, gioco, visita ai luoghi francescani e l’incontro con un ospite che racconterà la propria esperienza”.

 

 

 

 

 

CELLE SUL RIGO (SAN CASCIANO DEI BAGNI), DAL 22/1 IL TRIDUO PER LA FESTA DI SAN PAOLO CONVERSO

Prenderà il via con la Santa Messa, il prossimo giovedì, 22 gennaio 2026, alle ore 16 il triduo di preparazione alla festa di san Paolo Converso a celle sul Rigo ( San Casciano dei Bagni).

Qui allegato il programma del triduo.

Il 25 gennaio 2026, giorno della festa, alle ore 11, verrà celebrata la Santa Messa che sarà presieduta dal Vicario generale della diocesi, Mons. .Antonio Canestri.

Domani, invece,  al ore 12,15 si terrà la benedizione degli animali in memoria di Sant’Antonio Abate.