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Nuove nomine

Coordinatore del settimanale diocesano “L’Araldo Poliziano”

Per coordinare il servizio del settimanale diocesano “L’Araldo Poliziano” collegato a Toscana Oggi, il Vescovo Stefano, nomina il Rev.do Don Manlio Sodi Coordinatore del settimanale diocesano “L’Araldo Poliziano”. La durata dell’incarico inizierà il 1° gennaio 2021 fino al 30 ottobre 2024, termine di scadenza degli altri uffici di curia.

Omelia per la Messa di Natale 2020

Permettetemi di invitarvi, fratelli e sorelle, a venire con me fin davanti al presepe e a sostare davanti ad esso. L’abbiamo fatto tante volte ma ci rendiamo conto che quest’anno è diverso.

Ecco siamo davanti alla culla-mangiatoia, fermiamoci: e ora, ditemi, come vi sentite? Ci accorgiamo che in questo Natale oltre alla fede c’è un’altra cosa che tutti ci accomuna: il senso della nostra fragilità, particolarmente vivo in ciascuno di noi.

Ci eravamo abituati a uno stile di vita pieno di sempre nuove possibilità, il progresso culturale e tecnologico ci faceva convinti della nostra autosufficienza. Il Covid ci sta riportando con i piedi per terra, sbattendoci in faccia la verità della nostra precarietà.

Se su questo siamo tutti d’accordo andiamo avanti: adesso vi invito a concentrarvi sul Bambino. Guardatelo. Com’è? Fragile.  È Dio fatto Bambino. Ma anch’Egli fragile. Ci fa effetto vedere un Dio fragile come noi. Chi può far del male a Dio? Nessuno. Chi può far del male a un Bambino? Chiunque. Ecco, Dio nel farsi Bambino non ha voluto privilegi. È sceso dalle stelle, come recita il canto, venendo da un altrove, dove era forte e al sicuro, ma passando di qua si è adattato al mondo così come lo ha trovato, lo stesso mondo in cui viviamo noi precari. Un mondo bellissimo ma dove sovente può capitare a chiunque di trovarsi nel bisogno. Ecco, anche questo Santo Bambino che voi vedete è bisognoso.

Guardatelo bene: stanotte più che mai possiamo conoscere meglio questo Bambino. In nessun altro modo, infatti, comprendiamo così bene la fragilità come quando noi stessi la sperimentiamo.

Aveva bisogno il Bambino, dopo aver viaggiato per circa due settimane da Nazaret per arrivare a Betlemme, di un albergo, ma non c’era. Aveva bisogno di una culla, ma non c’era. Aveva bisogno di un focolare che lo potesse difendere un po’ dal freddo, ma non c’era. Gli sarebbe stata molto utile la camerina con tutto l’occorrente preparato dalla sua mamma e da Giuseppe per la sua nascita ma la camerina, con le coperte, i pannolini e i golfini, era rimasta a Nazaret.

Questo Bambino sa cosa significa trovarsi nel bisogno. Allora ci suona strano, di primo acchito, il nome con cui lo ha chiamato l’angelo: “Salvatore” (vi è nato un salvatore). Un Salvatore dovrebbe essere forte non fragile. Invece questo Salvatore deve per prima cosa lui stesso essere salvato, grazie a Giuseppe che lo porta in Egitto lontano dagli assassini che lo volevano morto. Anche per il resto della sua vita questo nostro Salvatore ha continuato a trovarsi nel bisogno. Per esempio umanamente avrebbe avuto bisogno di qualcuno che gli facesse un po’ compagnia nella tremenda sera del Getzemani, ma i tre amici a cui l’aveva chiesto dormivano. Avrebbe avuto bisogno che i suoi fidati discepoli si fossero schierati a difenderlo, quando giunsero le guardie per arrestarlo, e che qualche voce diversa dal coro generale si fosse levata quando la folla gridava “non Costui ma Barabba vogliamo sia liberato”; avrebbe avuto bisogno che qualcuno dei suoi amici si fosse offerto spontaneamente per aiutarlo a portare la pesante croce anziché quel Cireneo obbligato con la forza dai soldati.

Davanti al Presepe, ripercorrendo quella che sarà l’intera esistenza del Bambino, ci domandiamo: perché il nostro Salvatore è così bisognoso? Anche noi siamo bisognosi, fragili.

Qui ci viene in aiuto l’altro nome con cui il Bambino viene chiamato in questa speciale notte: Emmanuele, “Dio con noi”. Ci spiega che Lui, di per sé, non sarebbe fragile ma siccome ha voluto essere una sola cosa con noi, la nostra fragilità è diventata anche sua. Questo vuol dire essere l’Emmanuele, il Dio con noi. Egli è dunque l’Emmanuele con chi è solo e sfiduciato, è l’Emmanuele con chi non ha potuto dare l’ultimo abbraccio a chi è morto del virus, è l’Emmanuele per chi vede avanzare la povertà economica, è l’Emmanuele per chi vive la malattia lontano dai propri cari, è l’Emmanuele per chi mette tutto il proprio impegno nel soccorrere gli altri, il personale sanitario e farmacistico, i volontari, gli insegnanti, le forze dell’ordine.

L’Emmanuele ha fatto propri tutti i nostri limiti fino all’estremo limite dell’uomo, il più grande e per noi insuperabile: la morte. Anch’essa ha condiviso con noi l’Emmanuele, non vi si è sottratto anzi, vi è sprofondato dentro. È morto è stato sepolto, la pietra ha chiuso il sepolcro dove è stato deposto. Maria, sua e nostra Madre, dovrà ripetere il gesto di questa notte, deponendolo nel sepolcro con tutta la tenerezza e la delicatezza che le appartengono come stanotte lo ha deposto nella mangiatoia. E ha detto: ecco ora è davvero il vostro Emmanuele, cari figli, con voi in tutto anche nella sofferenza e nella morte.

Tutto Gesù ha assunto di noi, per tutto redimere. Tutto ha assunto per tutto redimere!  La luce della resurrezione che illuminò il sepolcro la domenica mattina è la stessa luce che illumina questa notte di Natale ed è la stessa luce che illumina la notte del Covid in cui siamo immersi: il Signore è Risorto perché noi risorgiamo con Lui, la sua Vita non può essere vinta dalla morte e ce ne ha fatto dono. Di più: Gesù ha trasformato la morte, limite ultimo e definitivo, in porta di ingresso alla Vita immortale, eterna, beata, che ci è stata donata.

Ecco: siamo venuti davanti al Presepe fragili, ce ne torniamo forti, forti dei due nomi di questo Bambino sulle nostre labbra: Salvatore ed Emmanuele, Vita e Speranza nostra. Essi ci permettono di accettare il presente che ci è dato di vivere con pazienza, partecipando alle sofferenze di Cristo per partecipare anche alla sua gloria, perché tutto serve alla nostra salvezza. Egli è sempre con noi, non ci abbandona e nasce e rinasce là dove ci si vuol bene.

Maranathà!  Vieni, Signore Gesù, Luce che vince le tenebre.

Clicca per scaricare il testo 

 

Circa le celebrazioni in zona rossa e modulo pre-compilato per autocertificazione

Circa le celebrazioni, il Dpcm precisa che “l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro” (art. 1 comma 9 lettera p).

Da domenica anche in Toscana, per partecipare a una celebrazione o recarsi in un luogo di culto, deve essere compilata l’autocertificazione.

In allegato è possibile scaricare l’autocertificazione pre-compilata messa a disposizione da Toscana Oggi

Clicca qui per scaricare autocertificazione messa

 

 

Messaggio di Natale del Vescovo Stefano ai lettori di Toscana Oggi

«Alcuni pastori vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge». É con questa immagine, tratta dalla notte del Natale del nostro Signore, che desidero rivolgermi a tutti voi, cari lettori, comunità ecclesiale e cittadini della nostra diocesi, per salutarvi con gli auguri di ogni bene. I pastori vegliano di notte mentre attendono l’aurora: quanto deve durare ancora la nostra notte con la sua oscurità che ci avvolge? Siamo in mezzo a timori e disagi, mentre ci mancano molte cose, la vicinanza e il contatto fisico soprattutto.

Anche a noi tocca di fare la guardia, sempre attenti a non contagiarci, osservando le norme necessarie, anche noi siamo in una continua veglia. I pastori, però, non dovettero attendere l’alba per vedere la luce: essa li avvolse nel bel mezzo della notte, all’apparire del messaggero che li invitava a raggiungere Betlemme per vedere il Neonato. Allora essi dissero: «andiamo!» E si misero in cammino. Sì, è questo il messaggio che desidero trasmettervi: quel plurale del verbo andare (andiamo!). Il Covid pare funzionare da «livella» mettendoci tutti sullo stesso piano di vulnerabilità senza guardare in faccia nessuno. Così ci ha ricordato che siamo tutti sulla stessa barca dove «ognuno è importante e necessario per non affondare» (papa Francesco).

Ci rendiamo conto di non poter andare avanti ciascuno per conto suo ma soltanto insieme, la pandemia ci spinge a considerare le conseguenze dei nostri atti sugli altri, a non rimanere concentrati su noi stessi e a farci attenti alle necessità del nostro prossimo. Infatti quando ci troviamo tutti ugualmente nel bisogno, diventiamo più sensibili ai bisogni altrui. Senza dubbio questa pandemia un bel giorno finirà ma mettersi semplicemente in attesa di quel momento non ci fa bene, non vogliamo vivere in un tempo «sospeso», vogliamo vivere il presente.

Si tratta perciò di alzarsi e mettersi in cammino, come i pastori, e scoprire che la luce comincia già a splendere nel cuore della notte, ben prima dell’aurora. «Sentire» la sofferenza degli altri e non solo la propria, preoccuparsi dei loro problemi insieme ai nostri, coltivare in noi stessi il senso di appartenenza ad un’unica famiglia e provare compassione (patire-con) verso tutti i suoi membri traducendola in gesti semplici e concreti che ci sono permessi dalle restrizioni: suonare il campanello a chi è solo per un saluto a distanza, portare la spesa a casa di chi non può uscire, essere creativi nel bene in vari modi. La notte non è più soltanto buia e una luce si comincia a vederla, è quella portata dal Salvatore, il nostro Redentore, che ci ha insegnato ad amare e a credere e rimanere nell’amore contro ogni avversità.

É venuto tra noi in piena notte e l’ha illuminata, Egli che è sempre con noi, non ci abbandona e nasce e rinasce là dove ci si vuol bene. Vieni, Signore Gesù, Luce che vince le tenebre. Auguri carissimi a tutti.

+ Stefano Manetti vescovo

a cura del Gruppo Scout Montepulciano 1 e Caritas diocesana

Scarole solidali per la befana

Scatole delle Befana è un progetto di solidarietà con l’obiettivo di donare un momento di gioia ai più indigenti, soprattutto in quest’anno che ha colpito maggiormente le fasce più deboli della società. E’ un’idea che ha preso piede in tutta Italia con risultati incredibili. Vorremmo riproporla per il periodo della Befana anche per la nostra Montepulciano.
Puoi partecipare anche tu!

Basta prendere una scatola e metterci dentro:
– Una cosa calda (guanti, sciarpa, cappellino, maglione, coperta o simili);
– Una cosa “golosa”
– Un passatempo (libro, rivista, sudoku, matite o simili);
– Un prodotto per l’igiene personale o di bellezza (crema, bagno schiuma, profumo o cose simili);
– Un biglietto scritto con parole gentili.

Incarta la scatola, decorala ed infine indica la tipologia del destinatario: uomo, donna, bambino o bambina (meglio se indichi sesso ed età).

La “cosa calda” ed il “passatempo” possono essere usati ma in buono stato e puliti, mentre la “cosa golosa” deve essere cibo non deperibile e nuovo così come il prodotto per l’igiene personale che deve essere nuovo.
Il biglietto scritto, a coronare il grande gesto che stai facendo, sarà molto importante per scaldare il cuore di chi riceverà il tuo dono.

Ti ringraziamo per la tua generosità.
Come diceva una persona a noi molto cara:
“Il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità degli altri.” B.P.

Nuove nomine

Delegata per l’ecumenismo e dialogo interreligioso

Per coordinare il servizio dell’Ecumenismo il Vescovo ha nominato la Signora Federica Neri, Delegata per l’Ecumenismo e Dialogo Interreligioso e perciò rappresentante di questa Diocesi nella commissione regionale e presso la Conferenza Episcopale Italiana.
La durata dell’incarico è sino al 30 Ottobre 2024, termine di scadenza degli altri uffici della Curia.

Novena di Natale 2020

Dal 15 al 23 dicembre, ogni sera, dalle ore 21.00, in diretta on line dalla Cappella del Palazzo del Vescovo, la Novena di Natale: una meditazione del Vescovo Stefano e la preghiera del Santo Rosario. Se vuoi seguirci metti “mi piace” alla pagina FB della Diocesi e iscriviti al Canale di You Tube della Diocesi di Montepulciano

Seguire le notizie dalla Diocesi in tempo reale

E’ disponibile da alcuni giorni un nuovo numero telefonico utilizzato dagli uffici della Curia diocesana per aggiornare, chiunque volesse, sulle attività della Diocesi e del Vescovo Stefano e così ricevere informazioni sulle tante iniziative della Cattedrale e delle singole Parrocchie.

Per ricevere tutte le informazioni è sufficiente inviare, dal proprio numero di telefono mobile, un messaggio Whatsapp al numero 3914744118 con la scritta “voglio ricevere le notizie”. 

Il servizio è gratuito e cerca di migliorare la comunicazione tra i vari uffici diocesani e le singole realtà. Il servizio è abilitato esclusivamente alla ricezione e all’invio dei singoli messaggi.

Inoltre, c’è la possibilità di iscriversi anche al canale Youtube della Diocesi ed essere così costantemente aggiornati sulle notizie in tempo reale oltre che seguire la pagina facebook

 

 

Nomine e trasferimenti/3

In data 1 agosto il Vescovo ha provveduto alla seguente nomina:
lI Rev.do Don Domenico Zafarana, Amministratore parrocchiale di S.Agnese in Montepulciano;
In data 9 ottobre ha nominato lo stesso, Parroco di S.Maria delle Grazie

In data 1 novembre il Vescovo ha provveduto poi alle seguenti nomine con conseguenti trasferimenti a decorrere dal 22 novembre:
Il Rev.do Don Baldovino Potomonyo Muvwaro, Amministratore di S. Secondiano e S. Francesco in Chiusi città;
Il Rev.do Don Azelio Mariani, Parroco di S. Egidio in Gracciano;
Il Rev.do Don Elia Sartori, Parroco di S.Maria Bambina in Montallese.

In data 5 novembre il Vescovo ha provveduto infine alla seguente nomina:
Il Rev.do Don Balalaraju Kodavaticanti, Parroco di S. Pietro a Radicofani.

 

Nomine e trasferimenti/2

Grazie alla recente Convenzione “per il servizio di cooperazione tra Diocesi Italiane dei Presbiteri Diocesani”, nello spirito della condivisione dei beni e della comunione tra le Chiese, S.E. Mons. Fernando Filograna, Vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli, accogliendo la richiesta del Vescovo Stefano, ha donato a questa Diocesi il sacerdote don Riccardo Personè per esercitarvi il ministero sacerdotale per il periodo di un anno.
Visto il Codice di Diritto Canonico, il Vescovo in data 9 ottobre 2020 ha nominato Don Riccardo Personè Amministratore Parrocchiale della Parrocchia di S. Martino in Sinalunga