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VALIANO; PER LA FESTA DEL SS. CROCIFISSO LE CRESIME CON IL CARD. LOJUDICE

Domenica prossima, 24 settembre, in occasione della Festa del SS. Crocifisso, il card. Augusto Paolo Lojudice, Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, sarà a Valiano, frazione del comune di Montepulciano, per celebrare alle ore 11 la S. Messa e amministrare il sacramento della Cresima ai ragazzi.
Inoltre, sempre domenica, a Valiano verrà corso, alle 16.30, il 49° Palio dei Carretti, preceduto dal tradizionale corteo storico delle contrade che vedrà la partecipazione del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Montepulciano e delle Chiarine del Gruppo Musici – Rione Porta Romana di Castiglion Fiorentino. Al termine della corsa le autorità comunali consegneranno il Palio alla Contrada vincitrice.
A precedere la festa sono previsti tre giorni di festeggiamenti, che prenderanno il via giovedì 21 settembre.

IL 24/9 LA CONVOCAZIONE DIOCESANA A CHIANCIANO TERME

È prevista per domenica 24 settembre 2023 la Convocazione Diocesana per la Chiesa di Montepulciano-Chiusi-Pienza. L’incontro si terrà presso la Cripta della chiesa S. Maria della Stella a Chianciano Terme.

Il programma prevede l’accoglienza alle ore 15.15, poi alle 15.30 la recita della preghiera del cammino sinodale. Alle 15.45 ci sarà l’ascolto dei giovani che questa estate hanno partecipato alla GMG di Lisbona, mentre alle 16.15 l’intervento sul cammino sinodale del Prof. Pierpaolo Triani, membro del comitato nazionale del Sinodo. A seguire ci sarà un momento di intervento e ascolto dell’Assemblea e infine, a conclusione, la Celebrazione del Vespro.

OGGI LA MEMORIA LITURGICA DEL POLIZIANO SAN ROBERTO BELLARMINO

Oggi 17 settembre la Chiesa universale celebra la memoria liturgica di San Roberto Bellarmino.

San Roberto Bellarmino nacque a Montepulciano il 4 ottobre del 1542 da Cinzia Cervini, sorella del Papa Marcello II e da Vincenzo Bellarmino. Affezionato alle cose di Dio, amava poco i trastulli infantili; ripeteva ai fratellini le prediche udite e spiegava ai contadinelli i primi elementi del catechismo. Fatta con angelico fervore la sua Prima Comunione, prese, contro l’uso di quel tempo, a comunicarsi ogni domenica, con edificazione di tutti.

Iniziati gli studi mostrò subito la sua straordinaria acutezza e penetrazione d’ingegno accoppiata ad una insaziabile avidità d’imparare. E poiché suo padre, che intendeva farne un compito gentiluomo, volle che aggiungesse allo studio delle lettere anche l’arte del canto e della musica, egli ingenuamente sostituiva con parole sacre qualunque verso lubrico che incontrasse ripetendo con franchezza a chi si meravigliava : « La mia voce non si presta a cantare cose che non siano pure ».

Mentre egli faceva grandi progressi nella virtù e nel sapere, il padre andava riponendo in lui le più belle e lusinghiere speranze, ma Roberto la pensava ben diversamente. Conscio dell’importanza della salvezza dell’anima, dopo un anno di lotta contro il padre, ottenne di entrare nella Compagnia di Gesù.

Dopo il noviziato nel 1561 si trasferì per il corso di filosofia al Collegio Romano. Ma dolorose prove non ritardarono a farsi sentire: lo colse un ostinato esaurimento di forze ed un acuto dolore di testa. Ciononostante, docile, rassegnato e paziente riuscì il primo della classe. Indi fu mandato come insegnante a Firenze e a Mondovì.

Nel 1567 andò a Padova per gli studi di teologia, durante i quali predicò a Venezia e a Genova. Pochi anni dopo fu inviato nell’Università di Lovanio, ove fu professore, e là nel 1570 fu ordinato sacerdote del vescovo Cornelius Jansenius e celebrò la sua prima Messa.

Gregorio XIII aveva deciso che nel Collegio Romano s’istituisse una cattedra di carattere polemico per difendere dagli assalti degli avversari le verità della fede e per questa fu prescelto Roberto che, per la sua monumentale opera, le « Controversie », fu detto il Martello degli eretici.

Tra tutta la sua attività rifulge quanto fece per il catechismo, che, già cardinale, non disdegnava insegnare ai familiari ed al popolo. Fu padre spirituale di S. Luigi, ebbe relazioni con S. Realino e fu provinciale a Napoli. Tutto ciò, unito ad una grande santità, aveva attirato su di lui gli occhi di tutti e Clemente VIII, nonostante la ripugnanza del Santo, lo fece cardinale, arcivescovo di Capua, ove fu prodigo di cure e carità a tutti, ma specialmente ai poveri.

Nel 1621, abbandonato l’appartamento cardinalizio, si ritirava nella casa del Noviziato di S. Andrea al Quirinale ove si preparò alla morte, E confortato dalla benedizione di Gregorio XV, dopo aver recitato con grande pietà e fede il Credo, spirava, portando al tribunale divino illesa la candida stola battesimale. Era il 17 settembre 1621.

S. Roberto fu pure un grande scrittore : scrisse ben 31 opere tra le quali spiccano maggiormente: le « Controversie », il « Catechismo », « Le ascensioni spirituali della mente in Dio » e l’« Arte del ben morire »: perciò Pio XI lo dichiarò Dottore della Chiesa.

PRATICA. Ci siano di guida queste parole del Santo: « Procura di non mandar nessun povero scontento: se ho poco, dò poco, se avrò di più, darò di più… ».

PREGHIERA. O Dio, che per respingere le insidie dell’errore e per difendere i diritti della Sede Apostolica, concedesti mirabile dottrina e forza al tuo beato Pontefice e dottore Roberto, per i suoi meriti ed intercessione fa’ che noi cresciamo nell’amore della verità e che gli, erranti ritornino nell’unità della tua Chiesa.

MARTIROLOGIO ROMANO. San Roberto Bellarmino, vescovo e dottore della Chiesa, della Compagnia di Gesù, che seppe brillantemente disputare nelle controversie teologiche del suo tempo con perizia e acume. Nominato cardinale, si dedicò con premura al ministero pastorale nella Chiesa di Capua e, infine, a Roma si adoperò molto in difesa della Sede Apostolica e della dottrina della fede.

IL CARD. LOJUDICE INCONTRA L’ASSOCIAZIONE “DURANTE DOPO DI NOI”

Ieri sera il Card. Augusto Paolo Lojudice ha incontrato l’ Associazione “Durante dopo di noi”, presso i locali della parrocchia del SS. Nome di Maria a Querce al Pino (Chiusi). Il acrd. Lojudice si è intrattenuto a cena con i ragazzi e le loro famiglie.

All’incontro erano presenti anche i giovani  studenti della Facoltà di Archeologia dell’Università Roma Tre che, guidati dal prof. Matteo Braconi, stanno partecipando ad una campagna di scavo alla catacomba di Santa Mustiola.

DISPONIBILI IN AUDIO LE RELAZIONI DELLA TRE GIORNI BIBLICA

Si è tenuta dal 1 al 3 settembre 2023 la TREGIORNI BIBLICA quest’anno dedicata al Vangelo secondo Giovanni. L’appuntamento è stato presso la parrocchia Beata A.M. Taigi a Vico Alto (Siena) dove si sono alternate le lectio di Don Antonio Canestri, Mons. Benedetto Rossi, Silvia Gennai, Andrea Giambetti, Padre Marco Pavan e Padre Massimo Pampaloni.

Qui di seguito rendiamo disponibili le registrazioni dei diversi interventi:

https://drive.google.com/drive/folders/1bux6VWtVeulKan5NVauKuE6SlMTEJD8R?usp=sharing_eil_se_dm&ts=64f73c06

IL MESSAGGIO DI AUGURI DEL CARD. LOJUDICE AL MONDO DELLA SCUOLA

Il card. Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, ha voluto rivolgere un messaggio di auguri a studenti, docenti e collaboratori scolastici per l’apertura, domani, del nuovo anno scolastico in Toscana, in particolare nel territorio delle due diocesi a lui affidate. Nel suo messaggio, il Cardinale ha voluto concentrarsi sul tema della pace, dell’accoglienza e del necessario impegno dei giovani nel mondo del volontariato.

 

A SIENA E MONTEPULCIANO UN CONVEGNO DEDICATO A SANTA BRIGIDA E SANTA CATERINA, PATRONE D’EUROPA

“Brigida e Caterina: due patrone per l’Europa” è il titolo del convegno che si svolgerà tra Siena e Montepulciano nei giorni di sabato 16 settembre e sabato 23 settembre prossimi.

Il convegno è promosso dall’Archivio di Stato di Siena, dal Ministero per la Cultura, e dalla Società Bibliografica Toscana, in occasione del 650° anniversario del Transito di santa Brigida di Svezia (1373-2023). Al convegno illustreranno le loro relazioni studiosi provenienti dalle Università italiane e straniere, mettendo in luce i legami storici tra le due sante patrone d’Europa, l’impegno che esse profusero per migliorare la società del loro tempo e il ruolo che esse ebbero nel far ritornare la Santa Sede a Roma da Avignone dove era in esilio da oltre settanta anni.

Durante i lavori della prima sessione, presso l’Archivio di Stato di Siena, a Palazzo Piccolomini, dove verrà inaugurata una mostra documentaria e l’avvocato Paolo Tiezzi Maestri presenterà la mostra e il catalogo dal titolo: “Brigida e Caterina: le sante del libro”. La mostra rimarrà visitabile, sempre presso l’Archivio di Stato di Siena, anche nei mesi successivi.

Questo convegno è la prima iniziativa che vede le due diocesi di Siena-Colle val d’Elsa-Montalcino e Montepulciano-Chiusi-Pienza, unite nel promuovere un evento importante, a distanza di un anno da quando sono state unite sotto lo stesso Vescovo, il cardinale Augusto Paolo Lojudice.

Per i dettagli degli interventi delle due giornate, è possibile fare riferimento alle locandine sotto riportate:

TERREMOTO IN MAROCCO, PREGHIERA E SOLIDARIETÀ DALLA DIOCESI DI MONTEPULCIANO-CHIUSI-PIENZA

Sono ore di apprensione per quanto avvenuto alcune notti fa in Marocco dove una forte scossa di terremoto (magnitudo 6.8 della scala Richter) ha causato enormi danni. Migliaia le vittime e i feriti, un bilancio che, purtroppo, nel corso delle ore è destinato a crescere. Colpita in particolare la regione di Marrakech, migliaia le persone senza alloggio e ingenti i danni materiali.

Caritas Rabat si è attivata con la sua equipe, sta contattando le parrocchie coinvolte nell’area del sisma e si sta organizzando per l’assistenza alle persone sfollate.

Come forma di aiuto immediata, la CEI ha deciso lo stanziamento di 300mila euro dai fondi 8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica. “Alle sorelle e ai fratelli del Marocco giunga il nostro profondo cordoglio e la nostra vicinanza. Facendoci prossimi alla popolazione provata da questo tragico evento, preghiamo per le vittime e i loro familiari. Assicuriamo inoltre il sostegno delle nostre Chiese, stringendoci a tutti coloro che sono stati colpiti da questa calamità e alla comunità marocchina in Italia ferita negli affetti”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.
Lo stanziamento della CEI, attraverso Caritas Italiana, aiuterà a far fronte alle prime necessità. La rete delle Caritas delle diocesi italiane, coordinate dalla Caritas Italiana, segue con attenzione gli sviluppi della crisi.

La Caritas diocesana diocesana di Montepulciano-Chiusi-Pienza invita le comunità parrocchiali alla preghiera e alla solidarietà. Aderendo all’appello della CEI è stato istituito un fondo per sostenere gli aiuti e le prime emergenze, così come per supportare il percorso di ricostruzione attraverso la Chiesa del Marocco.

È possibile contribuire con donazioni nel conto corrente intestato CARITAS DIOCESI MONTEPULCIANO IBAN: IT34N0306925611100000003187 Intesa Sanpaolo Filiale di Montepulciano, indicando come causale Terremoto Marocco.

IL PAPA E I LEADER CRISTIANI A SAN PIETRO, UNA VEGLIA ECUMENICA PER AVVIARE IL SINODO

Patriarchi orientali e vescovi protestanti, rappresentanti ecumenici e delegati fraterni, cardinali di vecchia e nuova creazione, ragazzi di diversi Paesi e diverse confessioni. E al centro il Papa. Sarà un simbolo di quel “camminare insieme” alla base dell’intero processo sinodale, la veglia ecumenica in programma il prossimo 30 settembre in Piazza San Pietro (lo stesso giorno in cui si celebrerà un Concistoro per la creazione di 21 nuove porpore), che vedrà la partecipazione di giovani e rappresentanti di altre confessioni cristiane. Tra cui, tra gli altri, Bartolomeo, Teofilo III e Justin Welby. La veglia dal titolo “Together – Raduno del Popolo di Dio” – nata da “un sogno” espresso da frère Alois, priore di Taizé tre anni fa – apre la strada al Sinodo sulla sinodalità, al via il 4 ottobre in Vaticano, dopo un processo di circa tre anni che ha coinvolto le diocesi dei cinque continenti.

“La sfida di questo Sinodo è imparare a camminare più strettamente insieme, ascoltando lo Spirito, per diventare una Chiesa più sinodale, con l’obiettivo di annunciare il Vangelo nel mondo d’oggi”, ha detto durante la conferenza di presentazione in Sala Stampa vaticana, suor Nathalie Becquart, sottosegretaria della Segreteria generale del Sinodo, offrendo le chiavi di lettura di questo evento legato a doppio filo al percorso sinodale. In particolare, la religiosa francese ha richiamato le parole di Papa Francesco secondo il quale “non ci può essere sinodalità senza ecumenismo e non c’è ecumenismo senza sinodalità”. E lo stesso Documento preparatorio proponeva il dialogo con le altre confessioni cristiane come uno dei 10 temi da esplorare durante la fase di consultazione locale.

Sarà pertanto fortemente simbolico vedere in Piazza San Pietro i leader di Chiese ortodosse, protestanti, evangeliche, insieme ad alcuni delegati fraterni, stare a fianco al Papa e accompagnarlo nell’avvio di un processo che trae le sue radici dal Concilio Vaticano II. Saranno presenti, naturalmente, pure i membri della XVI assemblea generale del Sinodo dei vescovi che inizieranno così la loro tappa romana prima di partire la sera stessa per la Fraterna Domus di Sacrofano. In questo enorme complesso a una ventina di minuti da Roma, luogo di quiete e di verde, si terrà un ritiro spirituale di tre giorni prima della Messa di apertura della sessione sinodale, la mattina del 4 ottobre.

Illustrando nel dettaglio il programma della Veglia, che si terrà dalle 17 alle 19, suor Becquart ha spiegato che l’appuntamento, aperto da canti e momenti musicali come “espressione di gratitudine”, prevede l’introduzione di Papa Francesco, seguita da una preghiera del Patriarca ecumenico Bartolomeo e la lettura della Parola di Dio. Le intercessioni saranno lette invece da un capo di Chiesa o delegato fraterno al Sinodo, mentre il Padre Nostro verrà introdotto dall’arcivescovo Welby. Previste poi una preghiera conclusiva e la benedizione congiunta di Francesco e di tutti i dodici capi delle Chiese e dei leader cristiani.

Benediranno la Piazza – incorniciata dalle chiome multiformi di alberi diversi allestiti da Confagricoltura – dove saranno riuniti giovani circa 3 mila giovani 18 ai 35 anni provenienti da diversi Paesi europei e appartenenti a tutte le Chiese cristiane, come ha spiegato dal banco dei relatori fratel Matthew che dal 3 dicembre ricoprirà la carica di priore di Taizé. La veglia, ha sottolineato, è al centro di un weekend di preghiera e condivisione per ragazzi e ragazze che si ritroveranno a Roma da venerdì 29 settembre a domenica 1° ottobre. “È una bella collaborazione in stile sinodale”, ha detto suor Natalie Becquart, aggiungendo in italiano il principio reiterato più volte dal Papa che “il cammino si fa camminando”.

(Fonte: VaticanNews)

IMMIGRAZIONE, EDITORIALE DEL CARD. LOJUDICE SU TOSCANA OGGI, “USCIRE DALL’EMERGENZA”

Riportiamo nella sua forma integrale l’editoriale del Card. Augusto Paolo Lojudice pubblicato su Toscana Oggi di questa settimana.

 

Immigrazione non può più essere sinonimo di emergenza. Non c’è dubbio che il problema esista e che, giorno dopo giorno, stia diventano sempre più grande, ma è anche vero che trattare i flussi migratori solo con l’ottica emergenziale rischia di non mettere bene al centro di ogni sforzo i diritti degli uomini, donne e dei bambini che ogni giorno arrivano nel nostro paese.

Non basta a mio avviso dire li abbiamo accolti. Occorre in uno sforzo congiunto tra istituzioni, chiesa e società civile, capire come questa accoglienza sia veramente a misura di uomo e come si possa favorire una reale integrazione di queste persone. Non penso si utile investire solo su dei grandi parcheggi- come li chiamo io – di tante persone che non hanno più nulla e che fuggono dai loro paesi.

Molti centri di prima e seconda accoglienza rischiano di diventare solo delle gabbie senza una vera integrazione e senza quello spirito di umanità e vicinanza che deve animare ogni azione nell’accoglienza.

La Chiesa dal conto suo è da sempre in prima linea su questo. Penso allo sforzo di tutte le diocesi italiane e in particolare di quelle della Toscana.

In Italia – fonte il Ministero dell’Interno dal 1 gennaio ad oggi sono 114.604 i migranti arrivati nel nostro paese. L’anno scorso nello stesso periodo erano 58.990. Numeri record.

A questo dato dobbiamo aggiungere quello ancora più preoccupate di Save The Children che evidenzia come siano oltre 6000 i minori migranti arrivati soli in Italia via mare nei primi 6 mesi dell’anno, il doppio rispetto all’anno precedente. Sono oltre 20.600 presenti in Italia ad aprile, di cui 4 mila fino a 14 anni.

Nella nostra regione al 31 agosto 2023 sono presenti 7759 persone nei centri di accoglienza di diversa natura e 1178 nei centri SAI. In totale sono 9557.

Insomma un crescendo di numeri che nascondono la storia e la vita di migliaia di uomini, donne e bambini che hanno un nome, tante sofferenze , ma anche una speranza e ai quali dobbiamo garantire un futuro che vada oltre il “parcheggio” in una struttura.

Possono essere tante le iniziative d mettere in campo come quella di Chiusi dove in una struttura sequestrata alla mafia verranno accolti breve accolti trenta migranti.

Benissimo. Ma ripeto, oltre ai luoghi e alle persone, sono importanti le modalità dell’accoglienza, anche nel rapporto con la comunità, coinvolgendola e preparando ogni situazione. Mi viene da dire che questa accoglienza va fatta anche con il cuore.

Non si può pensare di catapultare in una realtà grande o piccola un centro di accoglienza per migranti senza avere coinvolto i cittadini, senza averli informati e formati. Senza questo passaggio non possiamo parlare d’integrazione, ma solo di emergenza.

Ma non basta a tutelare questa umanità sofferente. Il nostro Paese, la nostra regione da sempre sono un simbolo dell’accoglienza e dell’integrazione. Occorre uno sforzo di tutti su questo.

Non solo carte bollate, ma la necessaria presenza di persone qualificate, preparate acconto ai migranti. Solo così potremo gestire questo nuovo fenomeno socio economico che sta cambiando il volto della nostra storia e delle nostre comunità.

 

Card. Augusto Paolo Lojudice