Archivi della categoria: Caritas

Costituzione dei membri del Consiglio Diocesano “Equipe” della Caritas Diocesana

Il giorno 10 marzo 2020, S.E. Mons. Stefano Manetti, Vescovo diocesano, con Decreto costituiva membri del Consiglio Diocesano “Equipe” della Caritas Diocesana per il quadrienno 2020 – 2024:

Presidente:
– S.E. Mons. Stefano Manetti, Vescovo
Direttore:
– Faralli Giuliano
Consiglieri:
– Dominici Sabrina
– Landolfi Mario
– Mari Elisabetta
– Neri Filippo
– Rossi Gian Mario
– Sanivarapu don Pietro
L’ufficio di Segretario è affidato al Sig. Bonsi Marino

Scrive il Vescovo a fondo Decreto:

Ringrazio tutti i membri del consiglio per la disponibilità dimostrata e, invocando l’intercessione dei Santi Patroni, auguro a tutti di continuare a servire la nostra Chiesa con dedizione e generosa sollecitudine.

Progetto Policoro in Diocesi

Nell’ambito del Progetto Policoro, anche la nostra Diocesi ha attivato uno sportello rivolto ai giovani per la formazione e l’orientamento al lavoro, per il sostegno all’imprenditoria giovanile e alla creazione d’impresa.

Lo sportello è attivo presso tre sedi, nello specifico:
MONTEPULCIANO (Curia) Via Fiorenzuola vecchia 2. Lunedì dalle 15 alle 18
SINALUNGA (Parrocchia) Via Trieste 107. Martedì dalle 15 alle 18
CHIUSI SCALO (Parrocchia) Piazza Matteotti 38. Venerdì dalle 9 alle 12

L’invito è rivolto ai giovani che possono andare liberamente o su appuntamento.
per info: 391 434 9326
email: diocesi.montepulciano@progettopolicoro.it

 

Le povertà in Toscana – Presentazione del Terzo Rapporto sulle povertà in Toscana

Giovedì 5 dicembre 2019 dalle 9.30 presso l’Auditorium di Sant’Apollonia in Via San Gallo 25/A a Firenze, verrà fatta la Presentazione del Terzo Rapporto sulle povertà in Toscana e del Dossier sulle povertà nelle diocesi toscane: “Le povertà in Toscana”
Alle 9.00 la registrazione dei partecipanti, poi l’introduzione a cura di Stefania Saccardi, Assessore al diritto alla Salute, Welfare, all’integrazione sociosanitaria e sport della Regione Toscana.
Seguono i saluti di Simone Gheri, Direttore ANCI Toscana e Mons. Filippini, Vescovo Delegato Caritas per la CET.
Alle ore 10.00 la lettura del tema: Misurare, ascoltare, promuovere: numeri, reti, storie delle Povertà in Toscana e alle 11.15 le conclusioni.
Alle ore 12.00 la conferenza stampa

Caritas diocesana – contatti

Direttore diocesano della Caritas  Faralli Giuliano
email: direttore.caritas@diocesimontepulciano.it
Assistente ecclesiale Sanivarapu Rayapu Reddy don Pietro
Segretario : Bonsi Marino
email: marino@diocesimontepulciano.it
Sede – Via di S. Vittorino, 11
tel. 0578 757717 – fax 0578 850139
email: caritas@diocesimontepulciano.it
Orario : lunedì, mercoledì, venerdì: 8.00 – 12.00

Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato

L’editoriale del Vescovo

Non si tratta solo di migranti

La scorsa settimana mi sono trovato ad attendere il mio turno per una terapia medica in una sala di attesa gremita di persone. Sono occasioni preziose per ascoltare la gente e conoscere le preoccupazioni del momento. Il discorso è caduto anche sui profughi, con frasi tipo: “Non possiamo accoglierli, devono stare a casa loro. Abbiamo la disoccupazione, ci tolgono il lavoro ecc.” ho percepito in generale un clima di ansia che genera pensieri di indisponibilità verso chi arriva da lontano.  Ho fatto alcune considerazioni. Quale è l’entità vera del fenomeno? Secondo i dati Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, nel 2017 l’Europa ha accolto 538.000 profughi, dei quali la Germania 325.370, la Francia 8 volte di meno, 40,575, l’Italia 35.130, che sommati a quelli degli anni precedenti raggiunge la cifra, al 1 gennaio 2018, di 170.000 profughi presenti sul territorio italiano. Potrebbero essere comodamente raccolti in Piazza San Giovanni a Roma, che ha la capienza stimata di 200.000 persone. La domanda è: dove sta l’invasione che ci terrorizza? E poi: davvero tolgono il lavoro? Dice l’Istat che gli stranieri sono occupati nei gradini più bassi della gerarchia occupazionale (dal muratore, al collaboratore domestico (badanti), al cameriere, al lavapiatti, al bracciante agricolo) anche in presenza di titoli di studio superiori, peraltro non sempre riconosciuti in Italia se conseguiti all’estero. Quindi persone con talenti non valorizzate per il bene della collettività. Di contro nello stesso 2017 sono emigrati all’estero 128.193 italiani (più di 500.000 negli ultimi 5 anni). Un altro luogo comune è che ci si preoccupa più dei profughi che dei nostri poveri. Riflettiamo: se una persona coltiva in se stessa il valore della solidarietà, farà distinzione di persone? In realtà se è solidale, lo è in ogni situazione. L’occuparsi dei poveri, quindi, fa crescere la cultura della solidarietà nella società che va a beneficio di tutti, italiani compresi. Invece l’abbassarsi dell’attenzione ai bisogni del prossimo in generale si ripercuote su tutto, basti pensare ai nostri paesi terremotati che ancora aspettano la ricostruzione. Anche in questo caso i poveri sono una risorsa in quanto ci inducono a crescere nello spirito solidale.  C’è da osservare che il modo di gestire il fenomeno degli sbarchi ha contribuito non poco a generare una diffusa mentalità di indisponibilità. La linea di azione si limita infatti a far fronte all’emergenza, benché gli sbarchi dalla Libia avvengano ormai da almeno 10 anni e non è stato ancora creato, per esempio, un ministero per fronteggiare il problema. I cittadini italiani avvertono questo clima di approssimazione e di urgenza cronica e vivono comprensibilmente un disagio. L’esperienza dei corridoi umanitari, che combatte gli sbarchi clandestini, realizzata dalla Comunità di Sant’Egidio insieme alla CEI, agli Evangelici e ai Valdesi, progetto completamente autofinanziato, dimostra come sia concretamente possibile trasformare un incubo in risorsa, per di più evitando le morti in mare. Risorsa perché un programma di integrazione ben fatto previene il formarsi di sacche di emarginazione e crea ricchezza. Ricordiamoci infatti che gli immigrati regolari (3,5 milioni extracomunitari più 1,5 milioni dall’UE) producono il 9 per cento del Pil italiano (circa 127 miliardi di euro nel 2017). È pertanto evidente che il pregiudizio si forma in forza delle “sensazioni”, alimentate da un certo uso dei media, mentre se per un momento attiviamo l’intelligenza possiamo valutare il fenomeno obiettivamente. C’è bisogno però di uno sguardo ancora più ampio: non possiamo affrontare un fenomeno epocale (ogni giorno nel mondo 37 mila persone sono costrette a lasciare la propria casa, secondo i dati Unhcr 2018) con una mentalità provinciale. Siamo dentro un cambiamento d’epoca e se 50 anni fa si diceva che il mondo stava diventando un “villaggio globale” (McLuhan), oggi pare ridotto ad un condominio, dove saremo sempre più inter connessi e ciò che accade in qualsiasi punto del globo è come se accadesse sotto casa nostra. Occorre prepararsi alla coraggiosa rivoluzione culturale a cui ci invita la Laudato Sì, ovvero a guardare alla realtà in un altro modo (114) e compiere il passaggio storico dal parlare di “problemi loro” al parlare di “problemi nostri”. Il riscaldamento del clima (provocato dai paesi ricchi), per esempio, dà origine a migrazioni di animali e a fenomeni di siccità in vaste regioni del pianeta che spingono i poveri ad emigrare. Il loro arrivo nelle nostre città, anziché suscitare quel senso di fastidio per l’occupazione del nostro spazio vitale, dovrebbe farci attenti a un problema che abbiamo in comune, perché il motivo per cui emigrano, in questo caso la crisi ambientale, è lo stesso che sta creando un futuro invivibile ai nostri figli. “Non è in gioco solo la causa dei migranti, ci ricorda il Papa nel suo messaggio per questa giornata del migrante e del rifugiato, non è solo di loro che si tratta, ma di tutti noi”. Se non permettiamo a noi stessi, liberandoci dalla paura e dal pregiudizio, di “sentire” il dolore dell’altro, di provare “compassione” per il povero, il futuro si fa davvero complicato. È sotto i nostri occhi come l’individualismo stia già avvelenando le relazioni umane in modo esponenziale. E qui bisogna denunciare con forza una situazione inaccettabile. Il rapporto ONU del 18.12.2018 sui lager libici, come ho scritto su queste pagine il 3 febbraio scorso, è sconvolgente, descrive una realtà che ricorda troppo da vicino Auschwitz: “Innumerevoli migranti e rifugiati hanno perso la vita durante la prigionia dopo essere stati colpiti, torturati a morte o semplicemente lasciati morire per fame o per negligenza medica. In tutta la Libia, corpi non identificati di migranti e profughi con ferite da arma da fuoco, segni di tortura e ustioni sono spesso scoperti in cestini dell’immondizia”. Il Memorandum d’intesa tra Italia e Libia, sottoscritto il 2 febbraio 2017, impegna la parte italiana a finanziare non solo tali “centri di accoglienza” ma anche la guardia costiera libica che ha il compito di riportare nei lager chi ha tentato la fuga per mare. Un giovane eritreo di 19 anni è stato ripescano 5 volte in 2 anni di prigionia e ogni volta rispedito all’inferno. È accettabile che i nostri soldi debbano servire a mantenere questi lager? Questo sì, deve crearci ansia. Siamo consapevoli noi italiani di essere parte attiva di questo orrore?

Il vescovo Stefano

(dall’Araldo Poliziano – Domenica 29 settembre 2019)

giornata del rifugiato 2019

2° Festa Provinciale Acli Siena

SABATO 14 SETTEMBRE, a Torrita di Siena, presso la Sala dell’Ex Convento, ci sarà la 2ª FESTA PROVINCIALE ACLI SIENA sul tema: “UOMO, ECONOMIA,TERRITORIO 2019”
Questo il programma:
Ore 16:30 Incontro–Dibattito: “UN’ECONOMIA PER L’UOMO”
Con alcuni interventi come da Locandina allegata
Ore 20:00 Cena Popolare a Gracciano di Montepulciano, Lago di Sant’Agnese

DOMENICA 15 SETTEMBRE, a Gracciano di Montepulciano, Lago di Sant’Agnese, il seguente programma:
Ore 9:30 MOSTRA CANINA AMATORIALE
Ore 11:30 SANTA MESSA
Ore 13:00 PRANZO POPOLARE
I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI PASTI AL NUMERO
3395394571