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Don Wilmo Elviso Masci è salito alla Casa del Padre

Il Vescovo Stefano e tutta la comunità diocesana danno la notizia che è salito alla casa del Padre don Wilmo Masci, sacerdote della diocesi Montepulciano – Chiusi – Pienza, parroco emerito di Bettolle.
Don Wilmo aveva 87 anni, era nato il 20 gennaio del 1934, dal 2017 si era ritirato in pensione a Montepulciano Stazione. Da un po’ di tempo era in ospedale dove la morte lo ha raggiunto oggi, domenica 24 gennaio.
Le esequie saranno celebrate nella Chiesa di S. Cristoforo a Bettolle, martedì 26 Gennaio alle ore 10.

Locandina e sussidio

XXXII GIORNATA DEL DIALOGO EBRAICO CRISTIANO

In occasione della XXXII Giornata del Dialogo Ebraico Cristiano, anche la nostra Diocesi offre la possibilità di approfondire l’argomento con una conferenza sul Qohelet prevista per Domenica 17 gennaio – 4 Shevat, 5781 – ore 18.00
Con il seguente programma:

Saluti iniziali
Rav Gadi Piperno
Comunità Ebraica di Firenze

Mons Roberto Filippini
Chiesa Cattolica, Vescovo Diocesi di Pescia

Relatori

Rav Crescenzo Piattelli
Comunità Ebraica di Siena

Don Luca Mazzinghi
Chiesa Cattolica, Diocesi di Firenze

Modera
Dott.ssa Erica Romano
Chiesa Cattolica

L’incontro è on line su Zoom al seguente indirizzo:
https://zoom.us/j/93623104251?pwd=UnBSMktuOVVnUmJXMHNtOTczNFJvdz09#success


Inoltre è possibile scaricare un Sussidio con i testi utili preparati per la
SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI [18-25 gennaio], utili per tutto l’anno 2021

SCARICA QUISPUC2021-CentroProUnione-Booklet

 

 

a cura dell'OFS e la pastorale familiare

Aprite le porte alla vita

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ordine Francescano Secolare d’Italia – Fratrernità toscana Beato Lucchese, una lodevole iniziativa in streaming, programmata per Domenica 24 gennaio dalle 15.00 alle 18.00, dal titolo: Aprite le porte alla vita

Tutti i dettagli in locandina

a cura della Pastorale familiare

Nuovo calendario dei percorsi spirituali e di discernimento verso il matrimonio anno 2021

L’ufficio diocesano di pastorale familiare con i rappresentanti delle tre vicarie che guideranno i corsi in preparazione al matrimonio, ha preparato il nuovo calendario diocesano per l’anno 2020 che potete scaricare direttamente da qui: fidanzati 2021 o nella pagina dedicata nel sito

Per informazioni:
VICARIA DI MONTEPULCIANO
presso la Canonica di S.Biagio a Montepulciano
DANIELA E LUCIANO Tel. 349 23 59 227
COSTANZA E CARLO Tel. 348 40 47 244
DON DOMENICO ZAFARANA Tel. 392 18 474 36

VICARIA DI MONTEPIESI-CHIUSI-CHIANCIANO
presso la Parrocchia SS.Nome di Maria a Querce al Pino
ANTONELLA E MARCO Tel. 0578 227330 – 20076
DON ANTONIO NUTARELLI Tel. 0578 58039 – 338 33 071 93

VICARIA DI VALDICHIANA-VALD’ORCIA-VALD’ASSO
presso il Convento S.Bernardino-Santuario Madonna del Rifugio a Sinalunga
SERENA E GUGLIELMO Tel. 328 83 95 424
BARBARA E MARCO Tel. 349 47 54 590
P. CRISOSTOMO J. FRYC OFM Tel. 0577 630205

a cura dell’Animazione Biblica Diocesana e dell’Ufficio per la Pastorale della Cultura

“Lectio divina” per l’anno eucaristico pastorale 2020-2021

La lectio divina prevista per domani,  Venerdì 14 dicembre, è stata spostata di una settimana a Venerdì 22 dicembre dalle ore 21.00 alle ore 21.30 e come sempre in diretta sulla pagina Facebook della Diocesi. Il IV incontro sarà sempre tenuto dal nostro Vescovo Stefano direttamente dalla Cappella dell’Episcopio.
Puoi scaricare il testo e copertina in pdf direttamente dalla sezione documenti del sito diocesano o da questo link:
Sussidio completo: Lectio divina XVIII – «Lo riconobbero nello spezzare il pane… » (2020-2021)
Calendario degli incontri diocesani
2. Venerdì, 13 novembre 2020
3. Venerdì, 11 dicembre 2020
4. Venerdì, 15 gennaio 2021
5. Venerdì, 12 febbraio 2021
Come documentazione storica riteniamo opportuno ricordare il percorso della Lectio continua e della Lectio divina realizzato nella
Diocesi di Montepulciano Chiusi Pienza.
Il servizio svolto dall’Animazione Biblica Diocesana ha attraversato molti libri della Sacra Scrittura. La pagina di storia permette di cogliere l’attività svolta, ma anche di rilanciare quella perenne Lectio che ogni domenica il fedele ritrova soprattutto nella liturgia della Parola e nella Liturgia delle Ore. È questa la fonte di tutte le forme e
le sorgenti della spiritualità nella Chiesa.
Prima serie:
I – Il Vangelo di Luca (2003-2004)
II – Le Lettere agli Efesini, ai Filippesi e a Timoteo (2004-2005)
III – Le Lettere di Pietro, Giacomo e Giuda (2005-2006)
IV – Gli Atti degli Apostoli (2006-2007)
V – Il Vangelo di Giovanni (2007-2008)
VI – La Prima Lettera ai Corinzi (2008-2009)
VII – Il Libro dei Salmi 1 (2009-2010)
VIII – Il Libro dei Salmi 2 (2010-2011)
IX – Il Vangelo di Marco (2011-2012)
X – La Parola della Fede (2012-2013)
XI – L’Apocalisse di Giovanni (2013-2014)
XII – Il Libro della Genesi 1-11 (2014-2015)
XIII – La Lettera agli Ebrei (2015-2016)
XIV – Il Cantico dei Cantici (2016-2017)
XV – La Seconda Lettera ai Corinzi (2017-2018)
XVI – Il Vangelo di Luca (2018-2019)
XVII – Il Vangelo di Matteo (2019-2020)
Seconda serie:
XVIII – «Lo riconobbero nello spezzare il pane… » (2020-2021)
«Lectio Divina»
Calendario degli incontri diocesani
presso il Santuario di S. Agnese
in Montepulciano (ore 21.00)
1. Venerdì, 16 ottobre 2020
2. Venerdì, 13 novembre 2020
3. Venerdì, 11 dicembre 2020
4. Venerdì, 15 gennaio 2021
5. Venerdì, 12 febbraio 2021
 

Nuove nomine

Coordinatore del settimanale diocesano “L’Araldo Poliziano”

Per coordinare il servizio del settimanale diocesano “L’Araldo Poliziano” collegato a Toscana Oggi, il Vescovo Stefano, nomina il Rev.do Don Manlio Sodi Coordinatore del settimanale diocesano “L’Araldo Poliziano”. La durata dell’incarico inizierà il 1° gennaio 2021 fino al 30 ottobre 2024, termine di scadenza degli altri uffici di curia.

Omelia per la Messa di Natale 2020

Permettetemi di invitarvi, fratelli e sorelle, a venire con me fin davanti al presepe e a sostare davanti ad esso. L’abbiamo fatto tante volte ma ci rendiamo conto che quest’anno è diverso.

Ecco siamo davanti alla culla-mangiatoia, fermiamoci: e ora, ditemi, come vi sentite? Ci accorgiamo che in questo Natale oltre alla fede c’è un’altra cosa che tutti ci accomuna: il senso della nostra fragilità, particolarmente vivo in ciascuno di noi.

Ci eravamo abituati a uno stile di vita pieno di sempre nuove possibilità, il progresso culturale e tecnologico ci faceva convinti della nostra autosufficienza. Il Covid ci sta riportando con i piedi per terra, sbattendoci in faccia la verità della nostra precarietà.

Se su questo siamo tutti d’accordo andiamo avanti: adesso vi invito a concentrarvi sul Bambino. Guardatelo. Com’è? Fragile.  È Dio fatto Bambino. Ma anch’Egli fragile. Ci fa effetto vedere un Dio fragile come noi. Chi può far del male a Dio? Nessuno. Chi può far del male a un Bambino? Chiunque. Ecco, Dio nel farsi Bambino non ha voluto privilegi. È sceso dalle stelle, come recita il canto, venendo da un altrove, dove era forte e al sicuro, ma passando di qua si è adattato al mondo così come lo ha trovato, lo stesso mondo in cui viviamo noi precari. Un mondo bellissimo ma dove sovente può capitare a chiunque di trovarsi nel bisogno. Ecco, anche questo Santo Bambino che voi vedete è bisognoso.

Guardatelo bene: stanotte più che mai possiamo conoscere meglio questo Bambino. In nessun altro modo, infatti, comprendiamo così bene la fragilità come quando noi stessi la sperimentiamo.

Aveva bisogno il Bambino, dopo aver viaggiato per circa due settimane da Nazaret per arrivare a Betlemme, di un albergo, ma non c’era. Aveva bisogno di una culla, ma non c’era. Aveva bisogno di un focolare che lo potesse difendere un po’ dal freddo, ma non c’era. Gli sarebbe stata molto utile la camerina con tutto l’occorrente preparato dalla sua mamma e da Giuseppe per la sua nascita ma la camerina, con le coperte, i pannolini e i golfini, era rimasta a Nazaret.

Questo Bambino sa cosa significa trovarsi nel bisogno. Allora ci suona strano, di primo acchito, il nome con cui lo ha chiamato l’angelo: “Salvatore” (vi è nato un salvatore). Un Salvatore dovrebbe essere forte non fragile. Invece questo Salvatore deve per prima cosa lui stesso essere salvato, grazie a Giuseppe che lo porta in Egitto lontano dagli assassini che lo volevano morto. Anche per il resto della sua vita questo nostro Salvatore ha continuato a trovarsi nel bisogno. Per esempio umanamente avrebbe avuto bisogno di qualcuno che gli facesse un po’ compagnia nella tremenda sera del Getzemani, ma i tre amici a cui l’aveva chiesto dormivano. Avrebbe avuto bisogno che i suoi fidati discepoli si fossero schierati a difenderlo, quando giunsero le guardie per arrestarlo, e che qualche voce diversa dal coro generale si fosse levata quando la folla gridava “non Costui ma Barabba vogliamo sia liberato”; avrebbe avuto bisogno che qualcuno dei suoi amici si fosse offerto spontaneamente per aiutarlo a portare la pesante croce anziché quel Cireneo obbligato con la forza dai soldati.

Davanti al Presepe, ripercorrendo quella che sarà l’intera esistenza del Bambino, ci domandiamo: perché il nostro Salvatore è così bisognoso? Anche noi siamo bisognosi, fragili.

Qui ci viene in aiuto l’altro nome con cui il Bambino viene chiamato in questa speciale notte: Emmanuele, “Dio con noi”. Ci spiega che Lui, di per sé, non sarebbe fragile ma siccome ha voluto essere una sola cosa con noi, la nostra fragilità è diventata anche sua. Questo vuol dire essere l’Emmanuele, il Dio con noi. Egli è dunque l’Emmanuele con chi è solo e sfiduciato, è l’Emmanuele con chi non ha potuto dare l’ultimo abbraccio a chi è morto del virus, è l’Emmanuele per chi vede avanzare la povertà economica, è l’Emmanuele per chi vive la malattia lontano dai propri cari, è l’Emmanuele per chi mette tutto il proprio impegno nel soccorrere gli altri, il personale sanitario e farmacistico, i volontari, gli insegnanti, le forze dell’ordine.

L’Emmanuele ha fatto propri tutti i nostri limiti fino all’estremo limite dell’uomo, il più grande e per noi insuperabile: la morte. Anch’essa ha condiviso con noi l’Emmanuele, non vi si è sottratto anzi, vi è sprofondato dentro. È morto è stato sepolto, la pietra ha chiuso il sepolcro dove è stato deposto. Maria, sua e nostra Madre, dovrà ripetere il gesto di questa notte, deponendolo nel sepolcro con tutta la tenerezza e la delicatezza che le appartengono come stanotte lo ha deposto nella mangiatoia. E ha detto: ecco ora è davvero il vostro Emmanuele, cari figli, con voi in tutto anche nella sofferenza e nella morte.

Tutto Gesù ha assunto di noi, per tutto redimere. Tutto ha assunto per tutto redimere!  La luce della resurrezione che illuminò il sepolcro la domenica mattina è la stessa luce che illumina questa notte di Natale ed è la stessa luce che illumina la notte del Covid in cui siamo immersi: il Signore è Risorto perché noi risorgiamo con Lui, la sua Vita non può essere vinta dalla morte e ce ne ha fatto dono. Di più: Gesù ha trasformato la morte, limite ultimo e definitivo, in porta di ingresso alla Vita immortale, eterna, beata, che ci è stata donata.

Ecco: siamo venuti davanti al Presepe fragili, ce ne torniamo forti, forti dei due nomi di questo Bambino sulle nostre labbra: Salvatore ed Emmanuele, Vita e Speranza nostra. Essi ci permettono di accettare il presente che ci è dato di vivere con pazienza, partecipando alle sofferenze di Cristo per partecipare anche alla sua gloria, perché tutto serve alla nostra salvezza. Egli è sempre con noi, non ci abbandona e nasce e rinasce là dove ci si vuol bene.

Maranathà!  Vieni, Signore Gesù, Luce che vince le tenebre.

Clicca per scaricare il testo 

 

Circa le celebrazioni in zona rossa e modulo pre-compilato per autocertificazione

Circa le celebrazioni, il Dpcm precisa che “l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro” (art. 1 comma 9 lettera p).

Da domenica anche in Toscana, per partecipare a una celebrazione o recarsi in un luogo di culto, deve essere compilata l’autocertificazione.

In allegato è possibile scaricare l’autocertificazione pre-compilata messa a disposizione da Toscana Oggi

Clicca qui per scaricare autocertificazione messa

 

 

Messaggio di Natale del Vescovo Stefano ai lettori di Toscana Oggi

«Alcuni pastori vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge». É con questa immagine, tratta dalla notte del Natale del nostro Signore, che desidero rivolgermi a tutti voi, cari lettori, comunità ecclesiale e cittadini della nostra diocesi, per salutarvi con gli auguri di ogni bene. I pastori vegliano di notte mentre attendono l’aurora: quanto deve durare ancora la nostra notte con la sua oscurità che ci avvolge? Siamo in mezzo a timori e disagi, mentre ci mancano molte cose, la vicinanza e il contatto fisico soprattutto.

Anche a noi tocca di fare la guardia, sempre attenti a non contagiarci, osservando le norme necessarie, anche noi siamo in una continua veglia. I pastori, però, non dovettero attendere l’alba per vedere la luce: essa li avvolse nel bel mezzo della notte, all’apparire del messaggero che li invitava a raggiungere Betlemme per vedere il Neonato. Allora essi dissero: «andiamo!» E si misero in cammino. Sì, è questo il messaggio che desidero trasmettervi: quel plurale del verbo andare (andiamo!). Il Covid pare funzionare da «livella» mettendoci tutti sullo stesso piano di vulnerabilità senza guardare in faccia nessuno. Così ci ha ricordato che siamo tutti sulla stessa barca dove «ognuno è importante e necessario per non affondare» (papa Francesco).

Ci rendiamo conto di non poter andare avanti ciascuno per conto suo ma soltanto insieme, la pandemia ci spinge a considerare le conseguenze dei nostri atti sugli altri, a non rimanere concentrati su noi stessi e a farci attenti alle necessità del nostro prossimo. Infatti quando ci troviamo tutti ugualmente nel bisogno, diventiamo più sensibili ai bisogni altrui. Senza dubbio questa pandemia un bel giorno finirà ma mettersi semplicemente in attesa di quel momento non ci fa bene, non vogliamo vivere in un tempo «sospeso», vogliamo vivere il presente.

Si tratta perciò di alzarsi e mettersi in cammino, come i pastori, e scoprire che la luce comincia già a splendere nel cuore della notte, ben prima dell’aurora. «Sentire» la sofferenza degli altri e non solo la propria, preoccuparsi dei loro problemi insieme ai nostri, coltivare in noi stessi il senso di appartenenza ad un’unica famiglia e provare compassione (patire-con) verso tutti i suoi membri traducendola in gesti semplici e concreti che ci sono permessi dalle restrizioni: suonare il campanello a chi è solo per un saluto a distanza, portare la spesa a casa di chi non può uscire, essere creativi nel bene in vari modi. La notte non è più soltanto buia e una luce si comincia a vederla, è quella portata dal Salvatore, il nostro Redentore, che ci ha insegnato ad amare e a credere e rimanere nell’amore contro ogni avversità.

É venuto tra noi in piena notte e l’ha illuminata, Egli che è sempre con noi, non ci abbandona e nasce e rinasce là dove ci si vuol bene. Vieni, Signore Gesù, Luce che vince le tenebre. Auguri carissimi a tutti.

+ Stefano Manetti vescovo

a cura del Gruppo Scout Montepulciano 1 e Caritas diocesana

Scarole solidali per la befana

Scatole delle Befana è un progetto di solidarietà con l’obiettivo di donare un momento di gioia ai più indigenti, soprattutto in quest’anno che ha colpito maggiormente le fasce più deboli della società. E’ un’idea che ha preso piede in tutta Italia con risultati incredibili. Vorremmo riproporla per il periodo della Befana anche per la nostra Montepulciano.
Puoi partecipare anche tu!

Basta prendere una scatola e metterci dentro:
– Una cosa calda (guanti, sciarpa, cappellino, maglione, coperta o simili);
– Una cosa “golosa”
– Un passatempo (libro, rivista, sudoku, matite o simili);
– Un prodotto per l’igiene personale o di bellezza (crema, bagno schiuma, profumo o cose simili);
– Un biglietto scritto con parole gentili.

Incarta la scatola, decorala ed infine indica la tipologia del destinatario: uomo, donna, bambino o bambina (meglio se indichi sesso ed età).

La “cosa calda” ed il “passatempo” possono essere usati ma in buono stato e puliti, mentre la “cosa golosa” deve essere cibo non deperibile e nuovo così come il prodotto per l’igiene personale che deve essere nuovo.
Il biglietto scritto, a coronare il grande gesto che stai facendo, sarà molto importante per scaldare il cuore di chi riceverà il tuo dono.

Ti ringraziamo per la tua generosità.
Come diceva una persona a noi molto cara:
“Il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità degli altri.” B.P.