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a cura del Gruppo Scout Montepulciano 1

Infiorata resistente

Condividiamo con piacere una bellissima iniziativa a cura del Gruppo Scout Montepulciano 1

Il Gruppo Scout Montepulciano 1 non si ferma e anche quest’anno realizzerà la sua famosissima Infiorata in occasione del Corpus Domini: sarà un po’ diversa e più piccola, ma brillerà di una luce unica e più accesa che mai.

Vogliamo dedicare questa Infiorata a loro: i bambini e i ragazzi che più di altri avranno sofferto questo periodo difficile.

Per questo intendiamo raccogliere fondi e fare una donazione al servizio SMIA (Salute Mentale Infanzia e Adolescenza) dell’Ospedale di Nottola per l’acquisto di dotazioni tecnologiche da usare durante le terapie.
Potete partecipare anche voi facendo una donazione direttamente quando verrete a vedere l’Infiorata oppure versando al seguente IBAN IT20K0848925602000000101037 con la causale «donazione SMIA».

Vi aspettiamo!

INFORMAZIONI UTILI PER LA PARTECIPAZIONE RESPONSABILE DEI FEDELI ALLA MESSA.

  1. Considerando che si entra in chiesa uno alla volta è bene presentarsi all’ingresso un po’ in anticipo rispetto all’orario in cui inizia la Messa.

 

  1. Partendo da casa ricordarsi di prendere la mascherina, indispensabile per entrare in chiesa o per partecipare alla Messa all’aperto.

 

  1. I posti in chiesa sono limitati rispetto al solito per via dell’obbligo di stare a distanza di 1 metro gli uni dagli altri. All’ingresso un cartello avviserà il numero massimo consentito di partecipanti alla Messa. Oltre tale limite non si può andare. Gli incaricati del servizio di sicurezza potranno impedire l’accesso ai soprannumerari.

 

  1. Si entra in chiesa uno alla volta. Le porte dovrebbero rimanere aperte per evitare ai fedeli di toccarle per entrare.

 

  1. Mentre si entra mantenere la distanza di mt 1,5.

 

  1. Ci si siede ove è indicato col segnaposto. Comunque la distanza tra le persone deve essere di 1 metro laterale e frontale. Ciò vale anche per la Messa all’aperto.

 

  1. Anche i nuclei familiari sono tenuti ad osservare tale distanza. I bambini fino a 6 anni di età invece sono esonerati sia dalla distanza che dall’indossare la mascherina.

 

  1. Una volta occupato il proprio posto non si può cambiare durante tutta la celebrazione. Né ci si può spostare o girare per la chiesa.

 

  1. Non ci sarà acqua benedetta nella acquasantiere, né libretti di canti, né il foglietto per seguire la Messa. Tutto ciò che è contatto con oggetti può diventare veicolo di contagio.

 

  1. I lettori siano solo quelli incaricati preventivamente dal parroco.

 

  1. Non si fa la processione offertoriale.

 

  1. Non si raccolgono le offerte nel modo solito. Si può lasciare la propria offerta nei recipienti collocati in luogo idoneo.

 

  1. Il sacerdote consacra le ostie che rimangono chiuse nella pisside. Toglie il coperchio solo al momento della Comunione, dopo che si è disinfettato le mani di fronte a tutti. Per dare la Comunione il sacerdote, o il ministro, deve indossare la mascherina.

 

  1. Al momento di ricevere la Comunione i fedeli si avvicinano rispettando la distanza di 1 metro tra di loro.

 

  1. La comunione viene data solo sulla mano. Il sacerdote deve evitare il contatto con la mano del fedele (lascia cadere l’ostia).

 

  1. Il fedele ricevuta la Santa Ostia, si ponga lateralmente e alzando leggermente la mascherina,

la consumi.

  1. Al termine della celebrazione si lasci la chiesa in modo ordinato evitando assembramenti in chiesa e sul sagrato.

 

  1. Non ci si fermi a parlare con il sacerdote ma si fissi un appuntamento in luogo idoneo.

Vademecum per i fedeli

a cura del CDV

Mese vocazionale

Buongiorno! In questo mese dedicato alla Madonna abbiamo pensato di intensificare la nostra preghiera per le vocazioni affidando a lei che è Madre ogni Chiamata perché sia veramente risposta all’amore incondizionato di Dio.
Lei, Maria, nostra Madre e Maestra ci guiderà in questo percorso.
Vi invio il un piccolo programma che servirà di guida per la preghiera… ogni settimana una vocazioni da contemplare,ringraziare e pregare. Un saluto con affetto: Sr Eliana

Questo il messaggio di presentazione che sr Eliana ha mandato in qualità di direttrice del CDV inviando un piccolo sussidio che spiega l’intento e che alleghiamo, ogni giorno per whatsapp, per chi lo desidera e sulla pagina del Centro Diocesano Vocazioni, verrà postata una foto con l’intenzione di preghiera.

scarica qui il sussidio del mese vocazionale della prima settimana

 

scarica qui il sussidio per la seconda settimana

                       

scarica qui il sussidio per la terza settimana

   

scarica qui il sussidio per la quarta settimana

     

 

A SEGUITO DEL DPCM DEL 26 APRILE 2020 (RELATIVO ALLE MISURE DI CONTENIMENTO DEL CONTAGIO DA VIRUS COVID-19 NELLA FASE 2)

COMUNICATO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE TOSCANA

I Vescovi della Toscana si uniscono alla Conferenza Episcopale Italiana nell’esprimere l’esigenza di poter riprendere l’azione pastorale e l’attività di culto della Chiesa, nel rispetto delle misure necessarie per il controllo del contagio, ma nella pienezza della propria autonomia.

In queste settimane anche le Chiese della Toscana non solo hanno accettato, con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni assunte per far fronte all’emergenza sanitaria, ma le hanno accolte e vissute nell’orizzonte del bene comune. Lo hanno fatto però nella consapevolezza che, come ha affermato Papa Francesco durante la celebrazione eucaristica in Santa Marta lo scorso 17 aprile, “questa non è la Chiesa: questa è la Chiesa di una situazione difficile”. “L’ideale della Chiesa – ci ha ricordato il Santo Padre – è sempre con il popolo e con i Sacramenti. Sempre”.

Le Diocesi toscane quindi si dicono pronte a recepire tutte le indicazioni che potranno essere fornite da specifici protocolli di sicurezza, analogamente a quanto stabilito per altri luoghi e attività, nella certezza che le ragioni economiche, culturali e sociali, in base alle quali vengono o verranno presto riaperti fabbriche, negozi e musei, parchi, ville e giardini pubblici, non possono avere una prevalenza rispetto all’esercizio della libertà religiosa, che è tra i principi fondamentali della Costituzione (come sanciscono gli artt. 2, 7 e 19) e definita dal Concordato tra Stato e Chiesa (si vedano gli artt. 1 e 2 dell’Accordo di revisione del Concordato tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede del 18 febbraio 1984).

I Vescovi toscani ricordano che, come in tutta Italia, anche nella nostra Regione la Chiesa è stata in questo tempo difficile vicina alle persone, sia con l’assistenza spirituale resa possibile dai mezzi di comunicazione, sia fornendo attraverso le parrocchie, le Caritas, le associazioni, il volontariato organizzato una serie di servizi socialmente importanti. Ritengono però che adesso, con l’apertura di una nuova fase, sia necessario consentire una più ampia partecipazione dei fedeli alla vita sacramentale che sta alla base della prossimità caritativa, assicurando la massima disponibilità, come dimostrato finora, ad attenersi con rigore alle indicazioni che saranno date perché questo possa avvenire con il massimo controllo possibile. In questo ci si fa voce anche di tante persone sole, per le quali l’espressione comunitaria della fede è urgenza esistenziale. La Chiesa ha dimostrato di saper rispettare, anche quando questo è costato pesanti rinunce, le ragioni della scienza e della politica chiamate a dare indicazioni di carattere sanitario  e sociale su come contenere il contagio. Anche chi ha responsabilità scientifiche e politiche però deve dimostrare adesso di saper rispettare le ragioni della fede e riconoscere la capacità della Chiesa di agire con matura responsabilità.

I Vescovi delle Diocesi della Toscana

20.07 Comunicato CET – fase 2 27.04.20

di Domenico Zafarana

I giovani e la carità

Mai così tanti giovani hanno collaborato con la Caritas diocesana come in questi giorni. La Caritas – felice intuizione più ecclesiale che ecclesiastica, tutta italiana – esisteva già da qualche decennio in diocesi; chi vi collaborava era soprattutto gente <di una certa età>, comunque adulta, che tanto ha dato in termini di tempo e di volontariato e, in minima parte, continua a dare nelle diverse realtà parrocchiali, producendo frutti preziosi.
Ma c’è un fenomeno che, da circa due settimane, riscontriamo a livello diocesano: la presenza di giovani e giovanissimi che, liberi da attività sportive o impegni studenteschi assillanti, stanno scoprendo o riscoprendo il gusto di correre, gratuitamente, in aiuto dei poveri. Sembra quasi che il messaggio papale ultimo della Giornata mondiale della Gioventù si sia incarnato nelle diverse associazioni giovanili: dal Magistrato delle Contrade di Montepulciano agli Scout AGESCI passando per le diverse realtà giovanili delle nostre piccole e preziose comunità cristiane. Giovani che non vogliono essere identificati se non con un gilet giallo con il logo della nostra Caritas diocesana. Giovani che non vogliono dare il proprio nome e cognome all’ingresso di ogni supermercato perché la <solidarietà> e la <gratuità> sono i loro nomi. <Queste storie vanno fatte conoscere; questi ragazzi, tutti insieme, vanno fatti conoscere alla diocesi. Bisogna raccontare quello che fanno> chiosa il neo direttore dell’organo caritativo della diocesi, Giuliano Faralli, impegnatissimo nel fare i turni, a fine giornata, degli oltre cinquanta volontari dislocati in tutti i negozi del territorio.
Storie ordinarie, storie di ragazzi che frequentano l’università o la scuola superiore. Storie di ragazzi e ragazze semplici ma profondi, che trascorrono ore ed ore in piedi pur di aiutare la gente – la nostra gente – ad andare avanti in questo periodo complesso, un periodo – come si sente dire spesso nella rinnovata sede della Caritas (quella vera, non quella di rappresentanza) – che durerà a lungo, un tempo che, adesso, è solo il principio di una crisi profonda.
<Intorno a noi, ma a volte anche dentro di noi, incontriamo realtà di morte: fisica, spirituale, emotiva, sociale. Ce ne accorgiamo o semplicemente ne subiamo le conseguenze? C’è qualcosa che possiamo fare per riportare vita?> chiede Papa Francesco nel suo ultimo messaggio ai giovani di tutti i continenti. Questi giovani, questi <eroi del quotidiano> ogni giorno, ognuno in base ai propri turni, ognuno in base ai propri impegni familiari o di studio, dona la disponibilità per qualche ora scrivendo un semplice messaggio nel gruppo WhatsApp della direzione. Poche ore dopo arriva la conferma per un servizio che si preannuncia a tratti faticoso ma comunque ricco di soddisfazione: aver contribuito nell’aiutare le oltre centocinquanta famiglie della diocesi che, in queste settimane, riescono con difficoltà a fare la spesa, complice anche una burocrazia lenta e farraginosa che non permette ai Comuni di aiutare chi realmente è nel bisogno, a causa di procedure dalle quali fuggirebbe anche un premio Nobel.
<Eroi del quotidiano>, uomini e donne del domani, giovani di oggi, ai quali vogliamo rendere omaggio perché è anche grazie a loro che la carità – nella nostra amata Chiesa diocesana – può assumere volto di carne e mani profumate di Vangelo. Quel <buon odore> di Cristo che da due millenni circa pervade il mondo in generale e questa terra di Montepulciano-Chiusi-Pienza in particolare.

Omelia domenica di Pasqua

L’orrenda Passione e morte di Nostro Signore oggi rivela il suo vero volto: è stato un immenso movimento d’amore.

Il Padre e il Figlio sono saliti sulla stessa barca dell’umanità e hanno naufragato insieme a noi: hanno conosciuto il naufragio dell’odio, della cecità della mente che scambia il benefattore per un malfattore, della sopraffazione dell’uomo sul suo prossimo, del tremendo sacrilegio: il deicidio che ha fatto avvolgere la terra di fitte tenebre e l’ha fatta scuotere con un terremoto (i cui segni si possono ancor oggi vedere a Gerusalemme, sotto il Golgota).

Ed essi sono stati con noi sempre: il Figlio non si è tirato indietro, non ha abbandonato la nave, ed è affondato con noi umanità, è morto, si è fatto nostro “consorte” ha condiviso la nostra sorte.

E il Padre? Benché non si possa attribuire a Lui il dolore che è una prerogativa umana, cosa però dovremmo pensare o immaginarci? Non è cosa da niente per un Padre lasciare il suo Figlio unigenito nelle mani dei suoi torturatori e assassini. Anche il Padre non si è tirato indietro e ha dovuto presentare il calice amaro al suo amatissimo Figlio (il suo diletto come dice nel vangelo tutte le volte che si ode la sua voce dal cielo).

Perché il suo progetto è di diventare un tutt’uno con l’umanità, unione mistica e sponsale, e se essa ha veleno mortale anche Dio, in Gesù Cristo, ne è rimasto infetto.

Tu ci ami Signore di un amore che non avevamo mai conosciuto prima, non se ne era mai sentito parlare, non si sapeva: abbiamo scoperto che il tuo amore è eterno, che niente lo può fermare e che la morte non può niente contro di esso. Anzi la morte ne è stata sopraffatta, schiantata, gettata da una parte come uno straccio: dov’è o morte il tuo pungiglione? Dov’è o morte la tua vittoria? 

L’Amore Trinitario ti ha vinta! Siano rese grazie a Dio per Gesù Cristo nostro Redentore! Continua a leggere »