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A SINALUNGA E SIENA IL RICORDO DI PAPA FRANCESCO. CARD. LOJUDICE, “NON DIMENTICO’ MAI I POVERI”

Prima Siena, poi Roma e poi di nuovo Siena in meno di una giornata per il cardinale Augusto Paolo Lojudice, impegnato in Vaticano, insieme agli altri porporati, nei preparativi del Conclave.

L’arcivescovo, eletto da Papa Francesco, è chiamato al suo primo voto. Ieri ha preso parte alla prima Congregazione dei cardinali, dove è stato fatto il giuramento. Dopo la preghiera in suffragio sono stati letti i paragrafi 12 e 13 della Universi Dominici Gregis (la costituzione apostolica circa la “Vacanza della Sede Apostolica e l’elezione del Romano Pontefice). Quindi è stato letto il testamento di Papa Francesco. Oggi alle 17 la Congregazione si riunirà per la seconda volta.

Poi c’è stato il ritorno nel territorio delle due diocesi, per presiedere le messe per Papa Francesco. La prima si è tenuta nel pomeriggio nel Santuario della Madonna del rifugio a Sinalunga. La seconda si sta svolgendo nel Duomo di Siena.

“L’ho detto a qualche confratello cardinale: non mettiamo ostacoli allo Spirito Santo. Lasciamo che agisca in noi, che ci illumini, affinché la Chiesa Cattolica trovi al più presto un nuovo pastore, nella linea aperta da Papa Francesco. Perché nella storia — e nella storia della Chiesa — non si torna indietro. Si va solo avanti. Grazie a Dio”: è il passaggio centrale, in linea con quanto già affermato alla stampa ieri pomeriggio, del cardinale Augusto Paolo Lojudice. Il Pontefice, ha proseguito l’episcopo, “ha mostrato cosa significa davvero vivere il Vangelo: partire dagli ultimi e guardare la realtà con gli occhi dei piccoli, dei bambini, di chi soffre, delle vittime della violenza. Questo è il compito più grande che ci ha lasciato”.

Il passo del Vangelo scelto è quello della visita di Maria Maddalena al Sepolcro vuoto di Gesù. Il suo dolore autentico ed umano ed il senso di smarrimento servono al cardinale per tracciare un parallelismo: “Maria piange e vede due angeli, ma sembra quasi non farci caso. La sua unica preoccupazione è: dov’è Gesù? Poi vede una figura, ma non si accorge che è lui – le parole di Lojudice-. Era talmente affranta dal dolore che non lo riconosce. Solo quando Gesù la chiama per nome, “Maria”, lei lo riconosce: “Rabbunì,” Maestro. Gesù allora le dice: “Non mi trattenere.” Nella traduzione latina: noli me tangere. Non mi pensare come prima. È un invito a fare un passo in avanti, a pensare in un altro modo. È un passaggio spirituale. Come ogni lutto profondo, anche questo ci chiede di non fermarci, di non voler trattenere, ma di trasformare la relazione – continua-. Pensiamo anche noi a Papa Francesco in un altro modo”.

Due immagini restano per Lojudice simbolo del pontificato: “Il 27 marzo 2020, Francesco da solo sotto la pioggia in Piazza San Pietro; e l’altro ieri, il suo saluto al mondo, affaticato ma presente, fino all’ultimo”.

E, in chiusura, un ricordo personale: ”Tra i tanti insegnamenti che Papa Francesco ci ha lasciato, uno su tutti è centrale: la realtà è superiore all’idea. Lo disse fin dall’inizio, nell’Evangelii Gaudium. Non contano le chiacchiere, come le chiamava lui, ma i fatti – conclude-. La realtà. Le persone. La carne viva. I poveri: la carne di Cristo. E quando dieci anni fa mi nominò vescovo ausiliare a Roma, mi disse: “Non ti dimenticare dei poveri.” E io gli risposi: “Stia tranquillo, Papa Francesco, che non me lo dimentico.” I poveri sfondano una porta aperta. Ma sull’umiltà — come lui stesso riconosceva — dovremo lavorare tutta la vita. Fino all’ultimo respiro. Perché ci saranno sempre spinte interiori che ci portano a sentirci superiori, a giudicare gli altri. E invece dobbiamo continuare a lavorare su noi stessi. Solo così capiremo il gusto della vita”.

 

 

 

SABATO LE ESEQUIE DI PAPA FRANCESCO IN PIAZZA SAN PIETRO

Sabato 26 aprile alle 10, sul sagrato di San Pietro, si terranno le esequie di Papa Francesco, presiedute dal card. Giovanni Battista Re. Il feretro sarà poi tumulato a Santa Maria Maggiore, secondo le volontà testamentarie.
Domani mattina, la salma sarà traslata da Casa Santa Marta alla basilica vaticana, dove inizierà la visita dei fedeli. Stamattina la prima congregazione generale dei cardinali.

SARTEANO, AL VIA OGGI AI FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI MARIA MADRE DEL BUON CONSIGLIO PATRONA DELLA CITTÀ

Al via da oggi alle ore 18, presso la Chiesa di San Francesco, i festeggiamenti in onore di Maria Madre del Buon Consiglio, Patrona di Sarteano con l’esposizione della Venerata Immagine e a seguire la Santa Messa. Alle ore 21,15 ci sarà una serata di preghiera e riflessione.
Mercoledì 23, giovedì 24 e venerdì 25 Aprile 2024, alle ore 18 è prevista la celebrazione del Triduo.
Sabato 26 aprile 2024, giorno della Festa della Patrona, la Santa Messa verrà celebrata alle ore 8:30 e alle ore 9:30. Quella delle ore 11 sarà concelebrata dai sacerdoti della vicaria.
Alle ore 12 sul sagrato il concerto degli ALFA BAND – la banda dei ragazzi.
Alle ore 15,30 è prevista la benedizione delle auto nel parco delle Piscine (g.c.). Alle ore 17 si terrà la benedizione dei bambini e alle ore 17,30, invece, sarà celebrata la Santa Messa  presieduta dal vicario generale, don Antonio Canestri e concelebrata dal parroco don Fabrizio Ilari e a seguire la precessione per le vie del paese con il saluto finale degli sbandieratori e tamburini della “Giostra del Saracino”.
Domenica 27 Aprile, alle ore 18 la Santa Messa in memoria dei congregati defunti.

 

 

PAPA FRANCESCO È TORNATO ALLA CASA DEL PADRE. COMUNICATO DELLA DIOCESI E INDICAZIONI PER LE CELEBRAZIONI

ANNUNCIO UFFICIALE DELLA MORTE DEL SOMMO PONTEFICE

Dichiarazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni

Alle ore 9:47 di questa mattina, Sua Eminenza, il Cardinale Kevin Joseph Farrell, Camerlengo di Santa Romana Chiesa, ha annunciato con dolore la morte di Papa Francesco, con queste parole:

“Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco.

Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua Chiesa.

Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati.

Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino”.

COMUNICATO DEL CARDINALE AUGUSTO PAOLO LOJUDICE PER LA MORTE DEL ROMANO PONTEFICE

“GRAZIE SANTITÀ: SUA EREDITÀ CHIESA IN USCITA ACCANTO AI PIÙ FRAGILI”

“Grazie Papa Francesco! È il primo pensiero che desidero esprimere in questo giorno di grande tristezza per tutte le Chiese della Toscana. Ci ha lasciati un grande Pastore che fino all’ultimo è voluto essere accanto al popolo di Dio, soprattutto a quelle donne e a quegli uomini che vivono le periferie del mondo”.

È quanto dichiara il Card. Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo Metropolita di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino, Arcivescovo – Vescovo di Montepulciano – Chiusi – Pienza e Presidente della Conferenza Episcopale Toscana, appena appresa la notizia della scomparsa di Papa Francesco.

“Il suo Pontificato – aggiunge il card. Lojudice – ha portato la Chiesa ancora di più tra la gente, accanto ai poveri e ai fragili e al servizio della pace e della giustizia sociale. Questa è la sua grande eredità che dobbiamo continuare a rendere reale nelle nostre vite di tutti i giorni”.

“Daremo notizie nelle prossime ore – aggiunge il Cardinale – delle celebrazioni che verranno promosse dalle singole Chiese della Toscana e dalla C.E.T.”.

COMUNICATO CONGIUNTO ARCIDIOCESI METROPOLITANA DI SIENA-COLLE DI VAL D’ELSA-MONTALCINO E DIOCESI DI MONTEPULCIANO-CHIUSI-PIENZA A SEGUITO DELLA MORTE DI SUA SANTITÀ PAPA FRANCESCO

Sua Eminenza il Cardinale Augusto Paolo Lojudice, 

nell’unirsi alla preghiera della Chiesa intera, che eleva cristiane orazioni di suffragio per il Romano Pontefice defunto, formula le seguenti indicazioni per i sacerdoti e le realtà delle sue diocesi.

  • Alla notizia della morte del Santo Padre si suonino, a morto, le campane di tutte le chiese, nel giorno di oggi, 21 aprile 2025, alle ore 15.00 e, di nuovo, alle ore 18.00, in segno di lutto. 
  • Da oggi e fino alla celebrazione delle Esequie del Romano Pontefice, in ogni Celebrazione Eucaristica, si preghi per l’anima di Papa Francesco e per il suo riposo eterno. Si può utilizzare, compatibilmente con le norme liturgiche, uno dei formulari proposti dal Messale Romano per le Messe dei defunti «Per il Papa» (pp. 976-977), mantenendo le letture ed il colore liturgico del giorno e menzionando il Romano Pontefice nel memento dei defunti. 
  • Da oggi e fino all’elezione del nuovo Papa, in ogni Celebrazione Eucaristica, al memento del papa nella preghiera eucaristica si ometta la menzione del Romano Pontefice, e si proceda dalla menzione del vescovo.
  • Le attività parrocchiali e comunitarie si svolgano con il contegno dovuto alla circostanza. 
  • Il Cardinale Lojudice celebrerà la Santa Messa, pregando per l’anima di Papa Francesco, domani, 22 aprile 2025, nella Diocesi di Montepulciano – Chiusi – Pienza, a Sinalunga (SI), alle ore 18.00, nel Santuario della Madonna del rifugio, e nell’Arcidiocesi di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino, alle ore 21.00, nella Cattedrale Metropolitana.

“O Dio, che dai la giusta ricompensa agli operai del Vangelo,
accogli nel tuo regno il tuo servo, il papa Francesco,
che hai costituito successore di Pietro e pastore della tua Chiesa,
e donagli la gioia di contemplare in eterno
i misteri della grazia e della misericordia
che sulla terra ha fedelmente dispensato al tuo popolo”
(dal Messale Romano)

 

ANNUNCIO UFFICIALE MORTE PAPA FRANCESCO

CARD. LOJUDICE AL SIR, “LA LAVANDA DEI PIEDI E LA CENA: I DUE VOLTI DEL GIOVEDÌ SANTO”

Nel Giovedì santo la Chiesa celebra la messa crismale e la “Coena Domini”, ricordando l’istituzione dell’eucaristia e del sacerdozio. Una giornata che unisce sacramento e servizio, richiamando i sacerdoti a vivere con umiltà, coerenza e passione evangelica

Il Giovedì santo è la giornata dedicata alla vita sacerdotale; viene celebrata la messa crismale o “messa degli oli”, in cui tutti i sacerdoti rinnovano le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione e vengono consacrati gli oli santi: il crisma, l’olio dei catecumeni e l’olio degli infermi, portati davanti all’altare, dentro tre anfore. Nel crisma vengono anche versate sostanze profumate.

Nell’ultima messa crismale che ho concelebrato con i sacerdoti della diocesi di Roma, nel 2019, Papa Francesco ci ha esortato a “toccare le ferite delle persone”, donandosi, non cercando la propria comodità, e stando in mezzo alla gente: “… noi non siamo distributori di olio. Siamo unti per ungere. Ungiamo sporcandoci le mani toccando le ferite, i peccati, le angustie della gente…”.

L’altro momento è la messa “in coena Domini”, il ricordo specifico della cena di Gesù con i discepoli, quando dà a loro la consegna più importante: “Fate questo in memoria di me”. Fate cosa? Tante cose. Anzitutto “spezzate il pane e condividetelo”. Gesù promette solennemente che ogni volta che un sacerdote avrebbe posto quel gesto, come ha fatto lui, quel pane sarebbe diventato il suo corpo, quel vino sarebbe diventato il suo sangue. Ha quindi garantito nel tempo, nella storia, nella vita di ciascuno e dell’intera umanità, una presenza vera, reale, sacramentale. Queste parole manifestano con chiarezza l’intenzione di Cristo: sotto le specie del pane e del vino, egli si rende presente in modo reale col suo corpo donato e col suo sangue versato quale sacrificio della nuova alleanza. Al tempo stesso, egli costituisce gli apostoli e i loro successori ministri di questo sacramento, che consegna alla sua Chiesa come prova suprema del suo amore.L’evangelista Giovanni ha scelto di raccontare la lavanda dei piedi invece dell’istituzione della Cena, sottolineando così l’aspetto esistenziale dell’eucaristia che si attualizza in ogni cristiano in amore-servizio del fratello. L’aspetto sacramentale e l’aspetto esistenziale dell’ultima cena non possono essere separati.

Il Giovedì santo resta, per la nostra vocazione sacerdotale, un giorno di fondamentale importanza e di grande provocazione.

Il mondo ha bisogno di vedere in noi coerenza e bontà: gli uomini e le donne di oggi hanno diritto di vedere in noi sacerdoti l’umiltà e l’impegno al servizio fino alla fine, simili a quelli di Gesù. Non possiamo predicare il Vangelo, portare avanti le nostre pastorali senza passione, senza amore; la gente se ne accorge se noi facciamo le cose per amore o per mestiere; non possiamo annunciare Gesù se non siamo appassionati di lui. Dobbiamo essere credibili, anche se non completi e continuamente alle prese col dilemma tra il nostro essere, paolinamente, “vaso di coccio” e il “tesoro” di grazia di cui siamo ministri (2Cor 4,7; cf. Mt 13,44). Dobbiamo essere segno del Trascendente, pur essendo immersi nelle esperienze quotidiane di tutti gli uomini. Uomini che stanno in contatto continuo col loro Dio, ma senza mai interrompere la piena esperienza della condizione umana.

(dal SIR)

Le fotografie sono della celebrazione che si è tenuta a Chiusi in occasione della Messa Crismale.

 

 

 

QUESTA SERA SU TV1 – CANALE 77 DEL DT – L’INTERVISTA AL CARD. LOJUDICE. TEMI: FINE VITA, PACE E GIUBILEO

Questa sera, alle ore 21.30 suTv1, canale 77 del digitale terrestre nella trasmissione “Segno7” andrà in onda l’intervista al Card. Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino e Vescovo di Montepulciano- Chiusi-Pienza.

Intervistato da Simone Pitossi il Presidente della Conferenza Episcopale Toscana si confronta su temi importanti come il fine vita, la pace e il Giubileo.

La trasmissione si può vedere anche sulla app Tv1 Toscana ein streaming su: https://www.tv1.it/

“SIENA E LE TERRE DELL’ANIMA”, PRESENTATO IL NUOVO PROGETTO INTERDIOCESANO PER IL GIUBILEO

In occasione del Giubileo 2025, l’Arcidiocesi di Siena–Colle di Val d’Elsa–Montalcino e la Diocesi di Montepulciano–Chiusi–Pienza hanno sviluppato un progetto, realizzato da Opera Laboratori, che si articola in varie iniziative rivolte ai pellegrini che da tutto il mondo approderanno nel territorio senese.

«Il titolo del progetto, “Siena e le terre dell’Anima” – spiega il Cardinale Augusto Paolo Lojudice – riflette la religiosità e il misticismo che caratterizzano gli abitanti di questi luoghi, dove la costante ricerca di spiritualità si lega da sempre a un profondo senso civico, a un continuo interesse per un buon governo morale. Grazie a un lavoro corale, che ha coinvolto tante realtà che animano i nostri luoghi della fede, in questo Anno Santo sarà possibile far vivere un momento di grazia a residenti e ospiti insieme».

La prima iniziativa legata la progetto è “Mete contemporanee”, che offre nuovi spazi e occasioni per vivere l’interiorità e la fede attraverso l’arte e la bellezza. Opere di arte contemporanea, realizzate da artisti di rilievo del panorama nazionale e internazionale, sono state installate in luoghi simbolo della fede (Da San Gimignano a Chiusi, passando per Colle di Val d’Elsa, Siena, Montalcino, Montepulciano e Pienza) e dialogano con il contesto che le circonda, invitando a riflettere sul messaggio di speranza e di pace che il Giubileo stesso promuove.

Grazie a “Pellegrinaggi urbani”, invece, sarà possibile vivere la città di Santa Caterina seguendo le orme della mantellata senese attraverso un pellegrinaggio urbano attraverso le tappe e i luoghi della sua vita e opera mediante un supporto cartaceo e multimediale. Un vero e proprio viaggio che parte dalla Basilica di San Domenico e che attraverso la visita alla casa oratorio della santa, al rione di Fontebranda, e a quella che un tempo fu la “Casa della Misericordia” (il Santa Maria della Scala) condurrà il pellegrino fino alla Cattedrale di Siena. Sarà realizzata anche una card FNC che, una volta avvicinata al proprio smartphone, renderà possibile vedere un video dedicato alla religiosa e teologa senese realizzato per l’occasione.

In questo contesto, l’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e la diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza si preparano anche ad accogliere, a fine luglio in occasione del Giubileo dei Giovani (28 luglio – 3 agosto) a Roma, migliaia di pellegrini di passaggio, giunti da tutto il mondo. A Siena per i giorni 28, 29 e 30 luglio è pronto un programma di visite straordinarie dedicate ai pellegrini che prende il nome di: “i giorni dell’accoglienza”.

Infine, il Giubileo 2025 ricorda anche il primo Giubileo della cristianità di cui vi è testimonianza nell’architrave della Cattedrale di Siena con un’iscrizione. Il 22 febbraio 1300, nel giorno della Festa della Cattedra di San Pietro, Bonifacio VIII indiceva l’anno santo facendone retroagire gli effetti al 25 dicembre 1299. L’Opera del Duomo di Siena lo ricorda attraverso il percorso “per la speranza di molti” un cammino di fede da percorrere attraverso i luoghi simbolo e i capolavori che custodiscono.

Per i dettagli delle iniziative consultare il materiale di seguito:

ABBADIA SAN SALVATORE, LA VIA CRUCIS DIOCESANA OCCASIONE PER “MEDITARE SULLA VITA”

Meditare sul cammino di Gesù verso il Calvario significa meditare sulla vita, con tutti i suoi momenti di lotta e difficoltà ma anche con il coraggio di andare avanti fino in cima senza perdere la speranza. In questo senso la Croce diventa l’immagine più fedele della vita e la sua più vera interpretazione. Questo il concetto espresso dal nostro vescovo, cardinale Augusto Paolo Lojudice, nella Chiesa dell’Abbazia ad Abbadia S. Salvatore, a conclusione della via crucis organizzata dall’Azione Cattolica diocesana e svoltasi, come tradizione, sabato scorso delle Palme 12 aprile.  Due gli aspetti che hanno caratterizzato in modo originale la via crucis di quest’anno: il tema giubilare della speranza e il coinvolgimento dei giovani attraverso l’Istituto Avogadro-Da Vinci di Abbadia, la pastorale giovanile diocesana e le parrocchie.

“Pellegrini di speranza”, il motto dell’anno santo, ha accompagnato il cammino attraverso la lettura, ad ogni stazione, di parti della bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit. Le parole del Pontefice hanno aiutato i partecipanti a camminare con spirito profondamente cattolico, cioè universale, volgendo l’attenzione ai drammi dell’umanità di oggi:  dalle guerre alle ingiustizie, dallo scandalo della povertà fino all’oppressione della dignità umana e ai pericoli di autodistruzione presenti nel mondo. Di fronte a questo le parole di papa Francesco richiamano continuamente la speranza cristiana nelle sue dimensioni sia terrene che celesti. Particolarmente significativo, in quest’anno giubilare, il riferimento al valore della preghiera per i defunti e ai novissimi, oggetto dei recenti esercizi spirituali nella nostra diocesi. Il senso di ogni stazione è stato poi illuminato dalla Parola di Dio e dalle profonde preghiere e meditazioni offerte dalle parrocchie,  aggregazioni e altre realtà ecclesiali cha hanno generosamente accolto l’invito a partecipare in spirito sinodale. Le strade di Abbadia San Salvatore hanno visto camminare dietro la croce persone di ogni età, con una bella presenza di giovani, e ad ogni sosta è stato possibile ammirare i pannelli realizzati dagli alunni dell’Istituto Avogadro, validamente coordinati dai loro insegnanti.  Opere che colpiscono per la capacità di andare all’essenziale con un linguaggio figurativo giovane nella fedeltà al messaggio evangelico. Che in queste settimane alcuni giovani abbiano meditato sul significato della via crucis ed abbiano messo a disposizione le proprie competenze è un segno di speranza per tutta la comunità ecclesiale e civile. All’ingresso nell’Abbazia una nuova sorpresa ha accolto i partecipanti: i ragazzi della scuola secondaria di primo grado hanno donato dei segnalibro ricordo realizzati da loro con la guida dei propri insegnanti: una forma di accoglienza e la dimostrazione che la Croce parla a tutti e tutti possono lasciarsi ispirare da essa. Come ogni anno non è mancata un’attenzione effettiva ai poveri della nostra terra: i partecipanti hanno rinunciato alla cena per offrire il corrispettivo alla Caritas diocesana. Un altro segno eloquente che ha accompagnato il cammino è stato il fatto che per molte stazioni la croce è stata portata dai presbiteri: un modo per ribadire quanto è prezioso il loro servizio e quanto è doveroso pregare per essi, come ha ricordato il cardinale invitando i fedeli alle celebrazioni della settimana santa e, in particolare, alla messa del Crisma.

(A cura di Paolo Cencini).

 

 

 

MONTEPULCIANO, IL 20/4 LA MEMORIA LITURGICA DI S. AGNESE. AL VIA IL NOVENARIO IN SUO ONORE

Il prossimo 20 aprile 2025, giorno della Santa Pasqua, ricorre la memoria liturgica di Sant’Agnese, patrona di Montepulciano. Proprio dal 20 aprile 2025 prenderà il via il Novenario in suo onore di cui pubblichiamo il ricco e prestigioso programma.

La vita della santa in breve:

Agnese nacque a Gracciano Vecchio di Montepulciano sulle rive del lago Trasimeno intorno al 1274, secondo il beato Raimondo da Capua, suo principale biografo. All’età di nove anni entrò fra le domenicane del monastero del Sacco. Una grande pietà contraddistinse immediatamente la sua vita, che il Signore arricchì di doni particolari, operando attraverso di lei prodigi e segni straordinari. A soli 15 anni fu inviata a Proceno, un piccolo paese nella diocesi di Acquapendente (Viterbo), ad erigervi un monastero e ne fu eletta superiora.
La sua fama si diffuse ben presto tra il popolo per i prodigi e i doni che fiorivano intorno a lei. Numerose e insistenti delegazioni da parte dei suoi concittadini la reclamarono a Montepulciano, per fondarvi un monastero, e Agnese, riconoscendovi un’indicazione del Signore, ritornò nella sua terra, dove diede inizio ad un nuovo monastero dedicato alla Madonna con il titolo di Santa Maria Novella. Qui ella fu scelta come prima abbadessa e qui rimase fino alla morte avvenuta il 20 aprile 1317.
La vita di Agnese, nonostante i doni straordinari ricevuti da Dio e i prodigi operati (famoso quello della manna che ricoprì l’altare alla presenza del vescovo), restò sempre custodita in una grande semplicità e umiltà, e sostenuta da un’intensa pietà verso la Vergine e il Signore Gesù. Santa Caterina da Siena la chiama “Madre nostra, Agnese gloriosa”, ne tratteggia la figura affermando che “la carità continuamente ardeva nel cuor suo” e invita a imitarne la vita perché sempre “dié dottrina ed esempio di vera umiltà”. Benedetto XIII nel 1726 la iscrisse nell’albo dei santi.

CHIUSI, IL GIOCO DEL “GIUBILEO” PER GLI ALUNNI DELLE ELEMENTARI

Indimenticabile pomeriggio per le bambine e i bambini delle classi IV e V elementari che guidati dal parroco don Antonio Canestri e accompagnati dai loro Catechisti Alessandro Daniela e Francesca hanno vissuto l’esperienza del Giubileo giocando all’intramontabile bandierina con al posto dei numeri i simboli della Chiesa e ad una caccia al tesoro tra i dipinti e le statue della Chiesa di San Francesco a Chiusi Città.
Dopo un momento di riflessione sul significato del pellegrinaggio collegato alla riconciliazione con Gesù i piccoli pellegrini di speranza si sono diretti in processione verso la Concattedrale di San Secondiano Martire dove, dopo aver attraversato la Porta Santa e pregato davanti alla Cappella del Santissimo hanno partecipato alla Celebrazione della Messa presieduta dal Cardinale Augusto Paolo Lojudice dove, con la gioia e la felicità che contraddistingue i bimbi di 10 anni hanno interagito con lui durante l’omelia.

MONTEPULCIANO: ADEGUAMENTO LITURGICO DELLA CHIESA CATTEDRALE: IL PROGETTO VINCITORE DEL CONCORSO

Si è concluso il concorso di idee per l’adeguamento liturgico della Cattedrale di Montepulciano intitolata a Santa Maria Assunta. La Diocesi rende pubblica la composizione del gruppo di lavoro del progetto vincitore e la relazione finale del concorso.

I Giurati di seconda fase, dopo aver analizzato i documenti pervenuti in forma anonima previsti dal Bando, quali due elaborati grafici, un video, una relazione multidisciplinare, la stima dei costi e le campionature dei materiali proposti, hanno designato il progetto vincitore e assegnato due menzioni.

I lavori della Giuria hanno comportato una valutazione prima personale e poi collegiale dei sei progetti selezionati nella precedente fase concorsuale. Dopo un accurato confronto, è stato determinato come progetto vincitore quello del gruppo di lavoro coordinato dall’arch. Laura Meloni, per la seguente motivazione: “per il misurato e coerente inserimento della proposta architettonica e artistica nel contesto della Cattedrale. Fondante è il riuscito dialogo espressivo e di contenuto tra il sublime trittico di Taddeo Di Bartolo e la nuova e unitaria articolazione figurativa delle eccellenze liturgiche. L’impianto celebrativo è concepito in modo da favorire la partecipazione attiva dei fedeli e lo svolgimento dei riti, valorizzando le eminenze dello spazio liturgico e architettonico”. Il gruppo di lavoro coordinato dall’architetto Meloni è costituito dai seguenti membri: Laura Meloni, Marco Mariani, Maurizio Mariani, Caterina Magri.

La giuria ha assegnato, inoltre, due menzioni. Una menzione è stata assegnata al progetto del gruppo di lavoro coordinato dall’arch. Davide Marchetti per la seguente motivazione: “per l’originalità e la forza espressiva della proposta artistica, in coerenza con la proposta architettonica”.

Una menzione è stata assegnata al progetto del gruppo di lavoro coordinato dall’arch. Marco Arrigoni per la seguente motivazione: “per l’ordinato svolgimento della proposta architettonica e dell’assetto liturgico, in coerente dialogo con l’espressione artistica”.

Si allegano la relazione finale del concorso e le immagini del progetto vincitore e dei progetti che hanno ottenuto la menzione:

QUI LA RELAZIONE:

Relazione finale Montepulciano

 

 

 

 

MONTEPULCIANO, IERI LA MESSA DI PREPARAZIONE ALLA PASQUA PER GLI STUDENTI DEL REDI/CASTELLI

Ieri, lunedì 7 aprile 2025, oltre cinquanta studenti dell’Istituto Valdichiana di Montepulciano (plesso Redi/Caselli), insieme alle docenti di religione e ad altri professori accompagnatori, hanno partecipato ad una Messa d’Istituto, organizzata in preparazione dell’imminente festa di Pasqua.

La celebrazione, presieduta dal Vescovo della diocesi, Card. Augusto Paolo Lojudice, e concelebrata dal Parroco don Domenico Zafarana, si è svolta presso la chiesa di Sant’Agnese ed ha rappresentato per i giovani partecipanti un bel momento di riflessione e di preghiera comunitaria.

Durante l’omelia, spiegando i passaggi fondamentali delle letture del giorno, il Vescovo si è infatti rivolto agli studenti invitandoli a desiderare – sull’esempio del profeta Daniele – quella Giustizia e quella Verità capaci di orientare le proprie scelte verso il bene e ad impegnarsi concretamente perché quest’ultimo possa realizzarsi anche grazie al proprio contributo, in famiglia, a scuola e in ogni ambiente vissuto. L’invito, dunque, è a non restare nella superficialità dell’indifferenza, ma a lasciarsi toccare dalle ferite del prossimo, per farsi prossimi degli altri a propria volta. L’augurio e la speranza, quindi, per questa Pasqua ormai vicina, è che le nuove generazioni accettino questa sfida, come l’ha definita Sua Eminenza, e che possano vincerla, diventando quella Luce del mondo di cui parla Gesùe della quale – mai tanto come in questo momento – sembra esserci bisogno.

DOMANI IL CARD. LOJUDICE INTERVIENE ALLA I GIORNATA NAZIONALE DELL’ASCOLTO DEL MINORE AL FORO ITALICO A ROMA

Domani, mercoledì 9 aprile 2025, alle ore 14,30, presso la Casa delle Armi, al Foro Italico a Roma, il Card. Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino e Vescovo di Montepulciano- Chiusi-Pienza interviene alla I Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minori. L’evento è promosso dal Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Ministero per lo Sport e i Giovani, Sport e Salute e dall’Agenzia Italiana per la Gioventù.

Introduce l’iniziativa Maria Teresa Bellucci, Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Intervengono, tra gli altri, Marina Elvira Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, Eugenia Maria Roccella, Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Marinella Giannina Terragni, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Francesco Zaffini, Presidente Commissione Affari Sociali e Sanità Senato della Repubblica, Ugo Cappellacci, Presidente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati e Marco Mezzaroma, Presidente Sport e Salute.

 

 

MONTEGRIFFOLI, S. GIOVANNI D’ASSO E MONTISI HANNO RICORDATO DON URBAN KABUNGA MUHINDO

Su invito del nostro carissimo don Kishor, venerdì scorso, 4 aprile 2025, alle ore 21, le comunità di Monterongriffoli, San Giovanni d’Asso e Montisi si sono riunite presso la pieve della Santissima Annunziata di Montisi, per ricordare e suffragare Don Urbain Kabunga Muhindo.

Don Urbain, amato e rispettato da tutti, ha svolto il suo compito di vicario parrocchiale per ben 10 anni nei nostri paesi, dal 2004 al 2014. Il suo volto sereno e allegro è rimasto impresso nel cuore di tutti.
Purtroppo è volato in Cielo prematuramente, dopo una lunga malattia. Il nostro don Kishor a causa di un intervento chirurgico, non ha potuto presenziare alla cerimonia in suo suffragio, ma è stato sostituito da don Davide, vicario parrocchiale di Monterongriffoli e San Giovanni d’Asso.
La celebrazione della Messa di suffragio è stata preceduta dalla Via Crucis, con la partecipazione di molti fedeli. Nell’omelia don Davide ha ricordato l’impegno e l’apostolato svolto da don Urbain nei 10 anni di permanenza nei nostri paesi.
Mi viene alla mente lo spirito religioso che hanno questi sacerdoti che lasciano il loro Paese di origine, le loro famiglie e le loro abitudini, per venire ad insegnare a noi in Italia, patria del Cristianesimo, la nostra Religione. Ed è per questo che, siamo certi, avranno la loro ricompensa in Paradiso. Speravamo che sua tumulazione avvenisse nel nostro Cimitero per averlo ancora vicino a noi. Purtroppo non è stato possibile.

( a cura di Pietro Vegni)

SETTIMANA SANTA E PASQUA 2025, LE CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL CARD. LOJUDICE

Inizia il 13 aprile, Domenica delle Palme, la Settimana Santa, il periodo che, con i suoi riti e le sue celebrazioni, precede la Pasqua, giorno nel quale si celebra solennemente la resurrezione di Gesù Cristo dalla morte in croce.
Anche quest’anno è stato stilato il programma delle celebrazioni che, durante questo periodo e fino al Lunedì dell’Angelo, saranno presiedute dal Cardinale Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, sul territorio delle due diocesi.
Si inizia proprio con la celebrazione delle Palme, che si terrà a Siena. L’appuntamento è per le ore 10.30 presso la Chiesa di San Pietro in Castelvecchio dove si terrà la benedizione dei rami di ulivo e da dove successivamente partirà una processione verso la Cattedrale di Santa Maria Assunta dove, alle ore 11, verrà celebrata la Messa solenne. La Messa del Crisma, la celebrazione nel corso della quale il Vescovo consacra gli oli santi (il crisma, l’olio dei catecumeni e l’olio degli infermi) che si useranno durante tutto il corso dell’anno liturgico per celebrare i sacramenti, si terrà martedì 15 alle ore 17 nella Concattedrale di San Secondiano a Chiusi per la diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza e il giorno seguente, mercoledì 16, alle ore 17, nel Duomo di Siena per l’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino. Giovedì 17 sarà la volta della Messa in Coena Domini, in cui si fa memoria dell’Ultima Cena consumata da Gesù prima della sua passione e con la quale si dà inizio al Triduo pasquale: il primo appuntamento sarà alle ore 18 nel Duomo di Siena, mentre il secondo alle ore 21 nella parrocchia Santa Maria di S. Maria della Pace a Chiusi Scalo.
Venerdì Santo, 18 aprile, alle ore 18 il Duomo di Siena ospiterà la celebrazione della Passione del Signore, durante la quale non si celebra l’Eucarestia, ma sono previsti la Liturgia della Parola, l’Adorazione della Croce e i Riti di Comunione. Sempre nella Cattedrale senese, il giorno successivo, sabato 19, alle ore 23 inizierà la Veglia della Resurrezione, quella che Sant’Agostino definiva «mater omnium sanctarum vigiliarum», cioè la «madre di tutte le sante veglie», in quanto celebra la vittoria di Gesù sulla morte e sul peccato. La Domenica di Pasqua, il card. Lojudice celebrerà la Santa Messa nella Concattedrale di S. Secondiano a Chiusi alle ore 11.15. Lunedì 21, infine, il Lunedì dell’Angelo, la Santa Messa sarà al Duomo di Pienza alle ore 11.30.
(A cura di Matteo Guerrini)

 

FINE SETTIMANA DEDICATO ALLA RIFLESSIONE SUL FINE VITA E LA COMUNICAZIONE

Entrare in dialogo sul tema del fine vita, stimolando un approfondimento multidisciplinare sulla recente legge approvata dalla Regione Toscana, riportando al centro la tutela del diritto alla vita rispondendo alla fragilità e al dolore con la cultura della cura, della vicinanza e della misericordia. Questo l’obiettivo dell’incontro promosso e coordinato dal Movimento Cristiano Lavoratori, tenutosi venerdì scorso, 4 aprile 2025,  presso il Palazzo Vescovile di Arezzo, che ha raccolto numerose prospettive di analisi sul tema del fine vita.
“Sono lieto di ospitare questo convegno sul fine vita – ha detto Mons. Andrea Migliavacca, Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro -. Un tema particolarmente attuale nel nostro contesto culturale e soprattutto nella nostra regione e dunque tutte le iniziative che consentono di andare in profondità per capire sempre meglio sono di aiuto per tutti”.
Il Card. Augusto Paolo Lojudice, Presidente della Conferenza Episcopale Toscana, ha invece affermato che “di fronte al tema della sofferenza, del dolore e della malattia invalidante non possiamo applicare slogan preconfezionati. Non è accettabile utilizzare l’ideologia come scusa per giustificare atteggiamenti a favore della ‘morte’ e contro la ‘vita’. C’è la necessità di rivedere profondamente il nostro sistema salute, che deve necessariamente rifondarsi partendo dalle cure domiciliari dove, alla dimensione medica, si abbini quella umana. (L’articolo completo sull’Araldo Poliziano di questa settimana).

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Ieri, invece , sabato 5 aprile 2025, a Siena si è tenuta l’iniziativa “Pasqua dei giornalisti”. Ospite del presidente della Net, Ucsi Toscana ha incontrato il cardinale Paolo Augusto Lojudice per riflettere insieme di Chiesa, comunicazione e lavoro giornalistico. Ne è nato uno scambio molto utile per il nostro lavoro. Il Cardinale ha sottolineato il “ruolo cardine” dei giornalisti in questo tempo nel quale tutto è comunicazione, tutto è condiviso e postato in rete. “C’è bisogno della vostra deontologia, del vostra cura nel dare le notizie”.

L’incontro è proseguito con l’intervento di Orazio La Rocca, già vaticanista di Repubblica, e con la riflessione di don Alessandro Andreini, nostro consulente ecclesiastico.

L’appuntamento è iniziato con un immersione nella bellezza: la visita guidata alla cattedrale di Siena e al battistero.