La Natività di San Giovanni Battista, festa patronale di San Giovanni d’Asso, sarà celebrata il prossimo mercoledì 24 giugno nella frazione di Montalcino, in occasione della corrispondente solennità liturgica. I festeggiamenti, cui è collegata la Festa del Tartufo Scorzone organizzata dalla Pro Loco nel fine settimana precedente (20-21 giugno), prevedono alle ore 20 la Santa Messa solenne che quest’anno sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Flavio Pace, originario dell’arcidiocesi di Milano e dal 2024 segretario del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ovvero l’organismo della Santa Sede che, mediante opportune iniziative e attività, sostiene l’impegno ecumenico sia all’interno della Chiesa cattolica sia nei rapporti con le altre Chiese e Comunità ecclesiali, al fine di favorire il ristabilimento della piena unità tra i cristiani.
In tale occasione sarà presentato ed esposto per la prima volta un mattone della Porta Santa della basilica papale di Basilica di San Paolo fuori le Mura, il quale era stato posto a chiusura del varco al termine del Giubileo Straordinario della Misericordia del 2016, da cui è stato rimosso nel 2025 in occasione dell’apertura dell’ultimo Anno Santo Ordinario. Il manufatto è stato recentemente donato alla parrocchia di San Giovanni d’Asso grazie all’interessamento di Luca Vittori. «La presenza di tale manufatto» spiega l’amministratore parrocchiale don Davide Campeggiani «è un segno tangibile del forte legame anche della nostra piccola porzione di Chiesa con Roma e con il Papa, nonché un’importante testimonianza storica di un evento universale di grazia quale fu il Giubileo Straordinario voluto da papa Francesco».
Come da tradizione attestata fin dal XVIII secolo, il 24 giugno sarà inoltre una delle poche giornate dell’anno in cui sarà possibile vedere aperto l’armadio-reliquiario collocato sopra l’altare della pieve di San Giovanni d’Asso, e venerare le reliquie conservate al suo interno, in particolare quella del Precursore, la cui teca a tempietto è ornata con gli elementi dello stemma della famiglia Pannilini che la donò alla chiesa.


