Nella cornice monumentale di Pienza e della Val d’Orcia, le Fabbricerie d’Italia si sono incontrate in Assemblea e hanno riaffermato il loro ruolo insostituibile di custodi operosi della bellezza e della memoria storica del Paese. A dare il benvenuto alle Fabbricerie , invitando tutti ad una preghiera, e’ stato Don Antonio Canestri, Vicario Generale della Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza , in sostituzione del Cardinale che non ha potuto presenziare per precedenti impegni ma che ha mandato il proprio saluto.
Sono seguiti i saluti del Vicesindaco del Comune della Città di Pienza , Angela Vegni , che ha ricordato la ricorrenza del trentennale del riconoscimento #UNESCO del centro storico di Pienza come Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO (avvenuto nel 1996):
“Ospitare questa assemblea nell’anno in cui celebriamo i trent’anni dall’iscrizione del nostro centro storico nella lista UNESCO non è solo un onore, ma un richiamo alla responsabilità collettiva di tutela”, ha dichiarato Angela Vegni.
Al centro dei dibattiti che si sono tenuti durante l’assemblea è stata l’entrata delle grandi fabbricerie e dell’AFI nel Runts oltre alla distribuzione delle quote associative per progetti delle piccole fabbricerie. Ricordiamo infatti il lavoro costante di tutela che operano le fabbriceria. L’assemblea ha evidenziato non solo l’alto valore teorico della tutela, ma anche l’efficacia pratica di un eccezionale modello di solidarietà. Proprio tramite la messa in comune di una quota degli introiti delle grandi fabbricerie d’Italia, la Fabbriceria di Pienza sta portando avanti due interventi cruciali per la salvaguardia e la valorizzazione del proprio Duomo.
Il primo cantiere riguarda il cuore nascosto della cattedrale: il finanziamento del nuovo impianto di illuminazione delle gallerie che compongono il labirinto nelle sottofondazioni. Un’opera che renderà finalmente giustizia e garantirà una fruizione sicura a uno dei percorsi ipogei più suggestivi e complessi dell’architettura pientina.
Il secondo intervento tocca invece la memoria storica della chiesa, finanziando il delicato restauro dell’altare barocco che nei secoli scorsi adornava l’interno della cattedrale.

