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Palazzo Vescovile

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La biografia del Vescovo

Il Rev.do Mons. Stefano Manetti è nato a Firenze il 20 aprile 1959. Dopo aver conseguito la maturità presso il Liceo Scientifico di Scandicci, ha frequentato dall’ottobre 1978 il Seminario arcivescovile fiorentino.

È stato ordinato sacerdote il 19 aprile 1984.

Dopo l’ordinazione sacerdotale è stato Vicario parrocchiale a "S. Maria" a Coverciano dal luglio 1984 al settembre 1987; Assistente ecclesiastico della Comunità giovanile San Michele dal settembre 1987 al settembre 1995. In quegli stessi anni è stato Assistente ecclesiastico del Settore Giovani dell’Azione Cattolica Italiana e dal gennaio 1999 è passato al Settore Adulti della medesima associazione.

Nominato Parroco di "S. Tommaso" a Certaldo nel settembre 1995, vi è rimasto fino al settembre 2002; negli stessi anni ha svolto anche il compito di Insegnante di religione cattolica nelle scuole pubbliche.

Nell’ottobre 2002 è stato nominato Direttore spirituale del Seminario maggiore arcivescovile e contemporaneamente Canonico del Capitolo dell’Insigne Basilica Laurenziana.

Dal settembre 2005 è Rettore del Seminario maggiore arcivescovile e Responsabile del Centro diocesano Vocazioni.

Nel dicembre 2009 è stato nominato Canonico del Capitolo Metropolitano di Santa Maria del Fiore, passando a Canonico onorario del Capitolo Laurenziano.

È stato poi Membro del Consiglio Presbiterale dal gennaio 1995 e Coordinatore di tale organismo dall’ottobre 2008 fino ad oggi. Dal febbraio 2009 ad oggi è stato Membro del Collegio dei Consultori.

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Lo stemma del Vescovo


LA BLASONATURA

D’argento, alla sbarra ondata diminuita d’azzurro, accompagnata nel cantone destro del capo da una stella dello stesso e nel cantone sinistro della punta da una conchiglia di rosso. Il motto: SEQUERE ME, che è in lettere maiuscole lapidarie romane di nero, e inframezzato da due crocette patenti di rosso, è caricato su di un cartiglio svolazzante d’argento e foderato dell’ultimo. Lo scudo, accollato ad una croce trilobata d’oro, è timbrato da un cappello prelatizio (galero) di colore verde, dal quale pendono 12 (dodici) fiocchi, (6 [sei] per lato), dello stesso colore, disposti 1, 2, 3. Gli ornamenti esteriori su descritti, in araldica indicano la Dignità Vescovile.

L’ESEGESI

Nella simbologia racchiusa nello scudo, emerge il desiderio del Vescovo Stefano di richiamare il Sacramento del Battesimo, inizio della vita di fede e della sequela del Signore Risorto. Lo scudo è d’argento. Questo metallo nobile, dopo l’oro, richiama la luce, la veste bianca del battesimo: nel linguaggio araldico rappresenta anche virtù spirituali come la purezza, l’innocenza, l’umiltà, la verità, la giustizia, la temperanza. La consegna della veste bianca e del cero acceso al cero pasquale (insieme all’unzione crismale e al rito dell’”effatà”) fanno parte dei riti esplicativi del Battesimo ed indicano la nuova dignità del battezzato, chiamato a “diventare nuova creatura e a rivestirsi di Cristo” (RBB, 72) e a “vivere come figlio della luce, perseverando nella fede per andare incontro al Signore che viene” (RBB, 73).

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I discepoli missionari

Se sei battezzato e hai incontrato l’amore di Dio in Gesù sei un Discepolo Missionario (DM). Se vuoi fare una esperienza di missione dai la tua disponibilità di una sera per andare ad annunciare il vangelo nelle famiglie. Comunica il tuo nome con una e-mail a: Questo Indirizzo Si tratta di andare insieme ad un altro DM a portare nelle case l'invito del Vescovo Stefano (un piccolo stampato) per la Visita Pastorale.

Il Messaggio per la Giornata nazionale del Creato

“'Finché durerà la terra, seme e mèsse, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte, non cesseranno’ (Gen. 8, 22). Con queste parole la Scrittura indica nell’alternanza dei tempi e delle stagioni un segno di quella stabilità del reale, che è garantita dalla fedeltà di Dio”. Così i Vescovi italiani nel Messaggio per la 13ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato che si celebrerà il 1° settembre 2018. Nel Messaggio si mette in rilievo come oggi ci si senta talvolta “come se tale alleanza fosse intaccata”: dalle devastazioni dei fenomeni atmosferici a causa del cambiamento climatico all’inquinamento diffuso. Per questo “talvolta si fa strada un senso di impotenza e di disperazione, come fossimo di fronte ad un degrado inevitabile della nostra terra”. Ricordando l’incoraggiamento che arriva dall’Enciclica “Laudato si'”, i Vescovi richiamano a “un’attiva opera di prevenzione”, attenti a ritrovare la “prospettiva pastorale” “nella presa in carico solidale delle fragilità ambientali di fronte agli impatti del mutamento, in una prospettiva di cura integrale. Occorre ritrovare il legame tra la cura dei territori e quella del popolo”. Clicca qui per leggere il testo integrale del Messaggio.

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A cura dell'Ufficio Comunicazioni Sociali
  
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