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a cura del CDV

Mese vocazionale

Buongiorno! In questo mese dedicato alla Madonna abbiamo pensato di intensificare la nostra preghiera per le vocazioni affidando a lei che è Madre ogni Chiamata perché sia veramente risposta all’amore incondizionato di Dio.
Lei, Maria, nostra Madre e Maestra ci guiderà in questo percorso.
Vi invio il un piccolo programma che servirà di guida per la preghiera… ogni settimana una vocazioni da contemplare,ringraziare e pregare. Un saluto con affetto: Sr Eliana

Questo il messaggio di presentazione che sr Eliana ha mandato in qualità di direttrice del CDV inviando un piccolo sussidio che spiega l’intento e che alleghiamo, ogni giorno per whatsapp, per chi lo desidera e sulla pagina del Centro Diocesano Vocazioni, verrà postata una foto con l’intenzione di preghiera.

scarica qui il sussidio del mese vocazionale della prima settimana

 

scarica qui il sussidio per la seconda settimana

                       

scarica qui il sussidio per la terza settimana

   

scarica qui il sussidio per la quarta settimana

     

 

A SEGUITO DEL DPCM DEL 26 APRILE 2020 (RELATIVO ALLE MISURE DI CONTENIMENTO DEL CONTAGIO DA VIRUS COVID-19 NELLA FASE 2)

COMUNICATO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE TOSCANA

I Vescovi della Toscana si uniscono alla Conferenza Episcopale Italiana nell’esprimere l’esigenza di poter riprendere l’azione pastorale e l’attività di culto della Chiesa, nel rispetto delle misure necessarie per il controllo del contagio, ma nella pienezza della propria autonomia.

In queste settimane anche le Chiese della Toscana non solo hanno accettato, con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni assunte per far fronte all’emergenza sanitaria, ma le hanno accolte e vissute nell’orizzonte del bene comune. Lo hanno fatto però nella consapevolezza che, come ha affermato Papa Francesco durante la celebrazione eucaristica in Santa Marta lo scorso 17 aprile, “questa non è la Chiesa: questa è la Chiesa di una situazione difficile”. “L’ideale della Chiesa – ci ha ricordato il Santo Padre – è sempre con il popolo e con i Sacramenti. Sempre”.

Le Diocesi toscane quindi si dicono pronte a recepire tutte le indicazioni che potranno essere fornite da specifici protocolli di sicurezza, analogamente a quanto stabilito per altri luoghi e attività, nella certezza che le ragioni economiche, culturali e sociali, in base alle quali vengono o verranno presto riaperti fabbriche, negozi e musei, parchi, ville e giardini pubblici, non possono avere una prevalenza rispetto all’esercizio della libertà religiosa, che è tra i principi fondamentali della Costituzione (come sanciscono gli artt. 2, 7 e 19) e definita dal Concordato tra Stato e Chiesa (si vedano gli artt. 1 e 2 dell’Accordo di revisione del Concordato tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede del 18 febbraio 1984).

I Vescovi toscani ricordano che, come in tutta Italia, anche nella nostra Regione la Chiesa è stata in questo tempo difficile vicina alle persone, sia con l’assistenza spirituale resa possibile dai mezzi di comunicazione, sia fornendo attraverso le parrocchie, le Caritas, le associazioni, il volontariato organizzato una serie di servizi socialmente importanti. Ritengono però che adesso, con l’apertura di una nuova fase, sia necessario consentire una più ampia partecipazione dei fedeli alla vita sacramentale che sta alla base della prossimità caritativa, assicurando la massima disponibilità, come dimostrato finora, ad attenersi con rigore alle indicazioni che saranno date perché questo possa avvenire con il massimo controllo possibile. In questo ci si fa voce anche di tante persone sole, per le quali l’espressione comunitaria della fede è urgenza esistenziale. La Chiesa ha dimostrato di saper rispettare, anche quando questo è costato pesanti rinunce, le ragioni della scienza e della politica chiamate a dare indicazioni di carattere sanitario  e sociale su come contenere il contagio. Anche chi ha responsabilità scientifiche e politiche però deve dimostrare adesso di saper rispettare le ragioni della fede e riconoscere la capacità della Chiesa di agire con matura responsabilità.

I Vescovi delle Diocesi della Toscana

20.07 Comunicato CET – fase 2 27.04.20

di Domenico Zafarana

I giovani e la carità

Mai così tanti giovani hanno collaborato con la Caritas diocesana come in questi giorni. La Caritas – felice intuizione più ecclesiale che ecclesiastica, tutta italiana – esisteva già da qualche decennio in diocesi; chi vi collaborava era soprattutto gente <di una certa età>, comunque adulta, che tanto ha dato in termini di tempo e di volontariato e, in minima parte, continua a dare nelle diverse realtà parrocchiali, producendo frutti preziosi.
Ma c’è un fenomeno che, da circa due settimane, riscontriamo a livello diocesano: la presenza di giovani e giovanissimi che, liberi da attività sportive o impegni studenteschi assillanti, stanno scoprendo o riscoprendo il gusto di correre, gratuitamente, in aiuto dei poveri. Sembra quasi che il messaggio papale ultimo della Giornata mondiale della Gioventù si sia incarnato nelle diverse associazioni giovanili: dal Magistrato delle Contrade di Montepulciano agli Scout AGESCI passando per le diverse realtà giovanili delle nostre piccole e preziose comunità cristiane. Giovani che non vogliono essere identificati se non con un gilet giallo con il logo della nostra Caritas diocesana. Giovani che non vogliono dare il proprio nome e cognome all’ingresso di ogni supermercato perché la <solidarietà> e la <gratuità> sono i loro nomi. <Queste storie vanno fatte conoscere; questi ragazzi, tutti insieme, vanno fatti conoscere alla diocesi. Bisogna raccontare quello che fanno> chiosa il neo direttore dell’organo caritativo della diocesi, Giuliano Faralli, impegnatissimo nel fare i turni, a fine giornata, degli oltre cinquanta volontari dislocati in tutti i negozi del territorio.
Storie ordinarie, storie di ragazzi che frequentano l’università o la scuola superiore. Storie di ragazzi e ragazze semplici ma profondi, che trascorrono ore ed ore in piedi pur di aiutare la gente – la nostra gente – ad andare avanti in questo periodo complesso, un periodo – come si sente dire spesso nella rinnovata sede della Caritas (quella vera, non quella di rappresentanza) – che durerà a lungo, un tempo che, adesso, è solo il principio di una crisi profonda.
<Intorno a noi, ma a volte anche dentro di noi, incontriamo realtà di morte: fisica, spirituale, emotiva, sociale. Ce ne accorgiamo o semplicemente ne subiamo le conseguenze? C’è qualcosa che possiamo fare per riportare vita?> chiede Papa Francesco nel suo ultimo messaggio ai giovani di tutti i continenti. Questi giovani, questi <eroi del quotidiano> ogni giorno, ognuno in base ai propri turni, ognuno in base ai propri impegni familiari o di studio, dona la disponibilità per qualche ora scrivendo un semplice messaggio nel gruppo WhatsApp della direzione. Poche ore dopo arriva la conferma per un servizio che si preannuncia a tratti faticoso ma comunque ricco di soddisfazione: aver contribuito nell’aiutare le oltre centocinquanta famiglie della diocesi che, in queste settimane, riescono con difficoltà a fare la spesa, complice anche una burocrazia lenta e farraginosa che non permette ai Comuni di aiutare chi realmente è nel bisogno, a causa di procedure dalle quali fuggirebbe anche un premio Nobel.
<Eroi del quotidiano>, uomini e donne del domani, giovani di oggi, ai quali vogliamo rendere omaggio perché è anche grazie a loro che la carità – nella nostra amata Chiesa diocesana – può assumere volto di carne e mani profumate di Vangelo. Quel <buon odore> di Cristo che da due millenni circa pervade il mondo in generale e questa terra di Montepulciano-Chiusi-Pienza in particolare.

Omelia domenica di Pasqua

L’orrenda Passione e morte di Nostro Signore oggi rivela il suo vero volto: è stato un immenso movimento d’amore.

Il Padre e il Figlio sono saliti sulla stessa barca dell’umanità e hanno naufragato insieme a noi: hanno conosciuto il naufragio dell’odio, della cecità della mente che scambia il benefattore per un malfattore, della sopraffazione dell’uomo sul suo prossimo, del tremendo sacrilegio: il deicidio che ha fatto avvolgere la terra di fitte tenebre e l’ha fatta scuotere con un terremoto (i cui segni si possono ancor oggi vedere a Gerusalemme, sotto il Golgota).

Ed essi sono stati con noi sempre: il Figlio non si è tirato indietro, non ha abbandonato la nave, ed è affondato con noi umanità, è morto, si è fatto nostro “consorte” ha condiviso la nostra sorte.

E il Padre? Benché non si possa attribuire a Lui il dolore che è una prerogativa umana, cosa però dovremmo pensare o immaginarci? Non è cosa da niente per un Padre lasciare il suo Figlio unigenito nelle mani dei suoi torturatori e assassini. Anche il Padre non si è tirato indietro e ha dovuto presentare il calice amaro al suo amatissimo Figlio (il suo diletto come dice nel vangelo tutte le volte che si ode la sua voce dal cielo).

Perché il suo progetto è di diventare un tutt’uno con l’umanità, unione mistica e sponsale, e se essa ha veleno mortale anche Dio, in Gesù Cristo, ne è rimasto infetto.

Tu ci ami Signore di un amore che non avevamo mai conosciuto prima, non se ne era mai sentito parlare, non si sapeva: abbiamo scoperto che il tuo amore è eterno, che niente lo può fermare e che la morte non può niente contro di esso. Anzi la morte ne è stata sopraffatta, schiantata, gettata da una parte come uno straccio: dov’è o morte il tuo pungiglione? Dov’è o morte la tua vittoria? 

L’Amore Trinitario ti ha vinta! Siano rese grazie a Dio per Gesù Cristo nostro Redentore! Continua a leggere »

Messaggio della Santa Pasqua del Vescovo Stefano

La condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore (Osea 2,16). Così parla il Signore al suo popolo, figurandoselo come sua sposa. Condurre nel deserto e parlare al cuore appare come un’antinomia: il primo è un luogo di solitudine, aspro, dove la vita è difficile, scomoda, financo a rischio. Il secondo è un atto di dolcezza, di intimità, di amore: come possono stare insieme? Eppure lì avviene l’incontro, lì è possibile ascoltare Dio, sentire la sua presenza, essere formati alla fede. Il deserto dove il popolo ha peregrinato a lungo è scuola di vita: insegna a vivere dell’essenziale, a non sentirsi autosufficienti ma bisognosi gli uni degli altri, a scoprire che ognuno è importante, a sentirsi comunità, a conoscere la falsità degli idoli e cosa è veramente importante. Soprattutto non è vuoto: vi è presente Dio.

Carissimi, le nostre città sono diventate deserte, silenziose, con le strade vuote e il distanziamento sociale a sigillare l’isolamento che ci prova. Anche noi siamo adesso alla dura scuola del deserto, con la possibilità però di scoprire la dolcezza di Dio che parla al cuore. Il silenzio, che in genere cerchiamo di fuggire, ci costringe adesso a guardarlo dritto in faccia, scoprendo che non è poi quel mostro che pensavamo. Esso ci permette, se lo vogliamo, di percepire più distintamente la presenza del Signore. Egli è nel silenzio e la sua voce è un sussurro di brezza leggera (1Re 19,12), che ti raggiunge quando ti metti al suo cospetto con un atto di volontà e rivolgi a Lui il tuo pensiero, o quando apri il vangelo e leggi una frase. È il primo augurio che vi rivolgo carissimi: possiate sentire la presenza di Dio nell’attuale situazione di deserto e in Lui trovare consolazione. Vi ricordate? Abbiamo iniziato la Quaresima celebrando la liturgia penitenziale diocesana con le confessioni in cattedrale, era il 1 marzo.

È stato l’ultimo momento comunitario della nostra Chiesa, poi è iniziato il digiuno eucaristico. Il virus ci ha colti mentre ci eravamo appena muniti degli strumenti spirituali necessari per intraprendere il cammino di conversione e di purificazione (le Ceneri sono state il 26 febbraio). Questo forse ci ha aiutato a non distrarci dalla fede ma piuttosto a domandarci: cosa ci vuole dire il Signore? Questa è la prima domanda che il credente si fa. La seconda è: cosa dobbiamo imparare? In mezzo a tante preoccupazioni, ognuno di fatto sta raccogliendo suggerimenti preziosi per il dopo-coronavirus, quando potremo rimodellare almeno qualcosa del nostro modo di vivere secondo quanto abbiamo visto di buono e di giusto, così da non rendere vani i sacrifici fatti. Se è vero che questo è un tempo difficile, non è certamente un tempo perso. Stiamo riscoprendo cose dimenticate eppure davvero importanti, come quelle del deserto che abbiamo ricordato.

Non ci spaventiamo e non ci abbattiamo se celebreremo il Triduo Pasquale a porte chiuse. Abbiamo pregato il Signore perché non ci faccia perire (spiritualmente) nel deserto, per via della mancanza della comunione eucaristica. Ed Egli lo farà, il suo braccio non si è accorciato (Num 11,23) e ci sosterrà con la sua grazia. State tranquilli, il Signore vi porrà nel Suo cuore e vi custodirà. Vi darà la Sua grazie e vi soccorrerà. Parlerà al vostro cuore. Da parte nostra offriamo a Lui questo sacrificio (certi che ce ne tornerà in bene) e pensiamo a coloro che sono stati particolarmente colpiti dalla sofferenza, ai tanti lutti nella nostra Italia, a chi è solo, povero, malato, scoraggiato. Ricordiamoli mentre in questi giorni guardiamo Gesù salire il Calvario e caricarsi dei nostri dolori.

Egli ha conferito alla sofferenza umana una straordinaria fecondità di bene spirituale (ci ha salvati attraverso il dolore) e perciò anche sociale, e se umanamente fatichiamo a capirne il senso, sappiamo che nella misteriosa Provvidenza di Dio dopo il Venerdì Santo nessun dolore dell’uomo sarà mai inutile, bensì seme di grazia per il maggior bene di tutti. Il peggior lutto della storia dell’umanità, la morte e sepoltura del Figlio di Dio, autore della vita e causa di tutto ciò che esiste, si è risolto nella più grande grazia che sia mai stata fatta all’umanità: la gioia eterna in Paradiso.

Per questo siamo certi che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore. Cristo è Risorto! Alleluia!

+ Stefano Manetti, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza

Dal Vescovo Stefano

NORME PER LE CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA 2020. 

NORME PER LE CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA 2020. 

1.Tutte le celebrazioni della Settimana Santa si svolgeranno senza popolo e a porte chiuse.

2.Oltre al celebrante principale possono partecipare un massimo di 4 persone che faranno servizio. Nell’autocertificazione (che è obbligatoria!) per recarsi alla celebrazione si può scrivere: “comprovate esigenze lavorative”. La stessa autocertificazione deve contenere il giorno e l’ora della celebrazione, oltre che l’indirizzo della chiesa.

3.La Domenica delle Palme si usi la formula seconda. Nelle cattedrali e nelle parrocchie, verranno benedetti solo i rami di ulivo dei presenti; non vi sarà quindi alcuna forma di distribuzione dei rami benedetti.

4.La Messa del Crisma senza la comunità dei presbiteri unita al vescovo perde molto del suo senso pertanto è rimandata a data da destinarsi.

5.Gli Oli che già avete dallo scorso anno rimangono validi fino alla prossima celebrazione.

6.Confessioni. Data la difficoltà a celebrare questo sacramento, il Mercoledì Santo alle ore 18 farò in diretta tv (NTI canale 271) la celebrazione penitenziale, senza assoluzione ma con l’efficacia data dall’atto di dolore perfetto accompagnato dall’intenzione di ricevere il Sacramento della Penitenza.

[“Se si verifica l’impossibilità di accostarsi al sacramento della Penitenza, anche il votum sacramenti, ovvero, anche il solo desiderio di ricevere a suo tempo l’assoluzione sacramentale, accompagnata da una preghiera di pentimento (il Confesso a Dio onnipotente, l’Atto di dolore, l’invocazione Agnello di Dio che togli i peccati del mondo abbi pietà di me) comporta il perdono dei peccati, anche gravi, commessi. (cfr. Concilio di Trento, Sess. XIV, Doctrina de Sacramento Paenitentiae, 4 [DH 1677]; Congregazione per la Dottrina delle Fede, Nota del 25 novembre 1989; Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1451-1452)].

7.Il Giovedì Santo nella celebrazione della Messa “in coena Domini”, verrà omessa la lavanda dei piedi; al termine della Messa non ci sarà la reposizione solenne dell’Eucaristia che pertanto sarà riposta nel semplice tabernacolo privo del tradizionale addobbo di fiori (quindi niente altare della reposizione).

8.Il Venerdì Santo la decima invocazione della Preghiera universale sarà la seguente:

  1. Per i tribolati

Preghiamo, fratelli carissimi,
Dio Padre onnipotente,
perché liberi il mondo dalle sofferenze del tempo presente:
allontani la pandemia, scacci la fame,
doni la pace, estingua l’odio e la violenza,
conceda salute agli ammalati,
forza e sostegno agli operatori sanitari,
speranza e conforto alle famiglie,
salvezza eterna a coloro che sono morti.

Preghiera in silenzio;
poi il sacerdote dice:

Dio onnipotente ed eterno,
conforto di chi è nel dolore,
sostegno dei tribolati,
ascolta il grido dell’umanità sofferente:
salvaci dalle angustie presenti
e donaci di sentirci uniti a Cristo,
medico dei corpi e delle anime,
per sperimentare la consolazione promessa agli afflitti. Per Cristo nostro Signore.

9.Nell’Adorazione della Croce, ci si astiene dal baciarla, limitandosi al semplice inchino.

10.Non potranno svolgersi le tradizionali Via Crucis e altre manifestazioni di venerazione della Croce; si invitano i fedeli a pregare seguendo le trasmissioni che proporranno la Via Crucis del Santo Padre in piazza San Pietro.

11. Benedizione delle uova. Il Sabato Santo alle ore 10.00 ogni famiglia è invitata a radunarsi nella propria casa. A quell’ora io benedirò le uova in diretta facebook [https://www.facebook.com/montepulcianochiusipienza/] e youtube [https://www.youtube.com/channel/UCtLteN4mrO5C-AINESi4d2Q] e ogni papà (o, dove non c’è, ogni mamma o altra persona adulta) pronunci la benedizione sulle proprie uova tramite apposito sussidio che sarà fornito sul sito diocesano.

12.Veglia Pasquale: si ometterà l’accensione del fuoco e non si celebrerà alcun battesimo; alla benedizione dell’acqua lustrale verranno rinnovate le promesse battesimali; l’accensione del cero e l’Annuncio pasquale, la liturgia della Parola e la liturgia Eucaristica si svolgeranno come disposto dal Messale Romano.

13.La Domenica di Pasqua la celebrazione della Santa Messa avverrà secondo quanto prescritto dalle norme liturgiche. Si invitano tutte le chiese a suonare a festa le campane alle ore 12.00, come segno di annuncio della vittoria di Cristo sulla morte, di speranza per uomini e donne in questo tempo di sofferenza, di comunione fra tutte le comunità e le genti di Toscana.

14.Le celebrazioni dei sacramenti dell’iniziazione cristiana (Prime Comunioni e Cresime) programmate nei mesi da aprile a giugno sono rimandate a data da determinarsi.

  1. i matrimoni possono essere celebrati alla sola presenza del celebrante, dei nubendi e dei testimoni.
  2. i battesimi possono essere celebrati alla sola presenza del celebrante, del battezzando, degli eventuali genitori, del padrino e della madrina.

Buona Settimana Santa!

Vescovo Stefano

Atti di affidamento in tutta la Diocesi

In questi giorni, in tutto il territorio diocesano, si stanno moltiplicando diversi momenti di preghiera on line e soprattutto atti di affidamento da parte delle parrocchie e degli istituti religiosi.
Ci sono stati i sindaci che sia davanti a Sant’Agnese che alla Madonna del rifugio, attraverso la loro intercessione, hanno affidato i loro comuni al Signore.
Ecco le parole di Padre Marco Baron, prima per il comune di Chianciano Terme e poi di Montepulciano:

Il Comune di Chianciano Terme si affida a s. Agnese tramite l’assessore Fabio Nardi . La nostra Santa ha usufruito delle Terme nell’estate del 1316. Vi operò diversi miracoli ed ha convertito alla vita cristiana molti giovani. Le chiediamo di ripetere quei gesti di misericordia verso il popolo chiancianese.

Stamattina attraverso il vice sindaco, Alice Raspanti, alla presenza della Comunità religiosa, il Comune di Montepulciano si è affidato alla sua Patrona San’Agnese. Invochiamo anche gli altri Patroni s. Giovanni Battista, s. Roberto Bellarmino, in questo momento così difficile.

E’ stata poi la volta del Comune di Sinalunga al Santuario della Madonna del Rifugio.
Lo stesso Comune di Sinalunga così scrive il resoconto della giornata:

Il sindaco Edo Zacchei, Padre Crisostomo, Don Tonino Savina, Don Claudio Porelli, l’assessore Gianni Bagnoli, la consigliera comunale Marcella Biribò e alcuni confratelli di Padre Crisostomo, hanno affidato la comunità di Sinalunga alla Madonna del Rifugio, patrona della Valdichiana e Avvocata dei sinalunghesi

“A Te, Maria, Madonna del Rifugio, Avvocata nostra consolatrice degli afflitti, affidiamo le lacrime, i sospiri e le speranze di coloro che soffrono nel corpo e nello spirito. Sulle loro ferite scenda benefico il balsamo della consolazione e della speranza. Unito a quello di Gesù, il loro dolore si trasformi in strumento di redenzione. Il Tuo esempio ci guidi a fare la nostra esistenza, anche nei momenti più difficili, una continua lode dell’Amore di Dio. Rendici attenti ai bisogni degli altri, solleciti nel portare aiuto a chi soffre, capaci di accompagnare chi è solo, costruttori di speranza dove si consumano i drammi dell’uomo”.

L’atto è in due copie: una è custodita dietro l’immagine della Madonna presso il convento dei Frati, l’altro presso la sala consiglio comunale. L’atto di affidamento alla Madonna del Rifugio è un fatto storico per tutto il nostro territorio, l’ultimo è stato fatto durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale.

Gli stessi frati di Sinalunga hanno poi organizzato una piccola processione con l’Immagine della Madonna del rifugio nella zona limitrofa al Santuario per chiedere la protezione di tutta la città di Sinalunga e della Valdichiana di cui la Madonna è patrona. Ecco l’invito che aveva fatto Padre Crisostomo:

Abbiamo ricevuto il permesso, in via eccezionale (ringraziamo le autorità competenti), per organizzare la piccola processione con l’Immagine della Madonna nella zona dei Frati per chiedere la protezione di tutta la città di Sinalunga e di tutta la Valdichiana di cui protettrice è la nostra Madonna. La processione si terrà oggi alle ore 15:00, SENZA ASSEMBRAMENTI. La Madonna sarà portata da noi frati in macchina e ci fermeremo in vari posti per dare la benedizione. Vi chiediamo di accompagnarci con la recita della coroncina della Divina Misericordia – chiedendo che la nostra Madre celeste supplichi la misericordia per tutti noi e allontani pandemia. Preghiamo anche per le vittime, per le famiglie che non possono salutare i loro cari e per tutto il personale medico, personale sanitario, volontari e tutte le autorità.

 

Anche nella Parrocchia della Collegiata si è assistito a un momento dio particolare intensità quando sul Portone della Collegiata è stato esposto il Santissimo Sacramento per un momento di adorazione offerto a tutta la Parrocchia.

Chi, poi, come don Giampaolo ha percorso tutto il territorio della sua Parrocchia ad Abbadia San Salvatore mandando questo messaggio ai suoi parrocchiani:

Cara Abbadia, questa mattina dalle 5:45 alle 7 sono passato, mentre ancora tutto dormiva, con il Crocifisso per tutte le nostre strade.
Ho benedetto voi, le nostre famiglie, le nostre case e le nostre strade.
Ora sono contento, non vi manca la benedizione pasquale!
Ora benedite me.
Vi voglio bene e sto accanto a ciascuno di voi.
P. S. Questo è il Crocifisso con cui sono passato sarà il simbolo contro il virus che ci ha assalito e noi non gliela daremo vinta!

 

Infine i parroci di Montepulciano e Torrita hanno affidato rispettivamente le loro parrocchie alla Benedizione del Signore. Don Domenico e Padre Marco dal Piazzale di Sant’Agnese invitando i parrocchiani a questo momento:

Domenica 29 marzo – al termine della celebrazione domenicale delle ore 11.00 – padre Marco e don Domenico, parroci della città di Montepulciano, doneranno la Benedizione Eucaristica dalla piazza antistante il Santuario di Sant’Agnese con un pensiero particolare per gli ammalati, per le famiglie della città, per chi amministra la cosa pubblica, per chi lavora nei supermercati, per chi assicura il decoro e la pulizia, per le forze dell’ordine e per il personale medico e sanitario. Vi invitiamo ad unirvi spiritualmente in preghiera ai vostri sacerdoti perché Cristo doni a tutta la sua forza e la sua consolazione.

e continua Padre Marco a chiosa di questo particolare momento, “In quel momento ho portato tutti e tutto davanti a Dio. Il Creatore si è lasciato baciare dal sole in segno di pace per asciugare le nostre lacrime”.

Don Andrea invitava i suoi parrocchiani di Torrita e Montefollonico attraverso l’amministrazione comunale, con queste parole:

“Carissimi parrocchiani, oggi, domenica 29 marzo, nel tardo pomeriggio passerò a benedire con il SS.Sacramento tutti gli abitanti di Torrita di Siena e Montefollonico. Sarà con me il nostro Sindaco in rappresentanza di tutta la popolazione. Uscirò dalla Collegiata alle ore 17.30, al suono delle campane. La prima benedizione sarà in piazza Matteotti, la seconda davanti alla chiesa della Madonna delle Fonti, la terza alle case popolari, la quarta, al suono delle campane, sul sagrato della chiesa di Nostra Signora del Rosario alla Stazione, la quinta al Capannone, la sesta alla Madonnina di Refenero, la settima a Ciliano, l’ottava alla Madonnina del Cavone, la nona a Montefollonico davanti alla chiesa della Compagnia, la decima e ultima, al suono delle campane, sul sagrato della Pieve di San Leonardo. Unitevi spiritualmente *DA CASA*. A tutti un caro saluto e un ricordo nella preghiera. Don Andrea”